I libri, i reading, le poesie e gli articoli di (e su) Cristiano Armati
Sembra che all’improvviso ti faccia un favore,
a togliersi i guanti di lana e ad entrare
e a soffiarsi tra le mani,
rosse d’inverno.
Usa gli occhi per dire
di abbassare i pantaloni
e le unghie
per rompere la carta argentata
del preservativo.
Gelo quando ti tocca
(la leva del cambio),
lei se ne accorge e si scusa:«Fa freddo fuori».
Poi abbassa la testae comincia il lavoro.
Cristiano Armati - Rospi acidi e baci con la lingua
Intervistato da Radio Neon, la web radio di Coop Italia, Cristiano Armati parla di Rospi acidi e baci con la lingua.
Cristiano Armati è un trentenne romano che, dopo alcune convincenti prove di narrativa, si è buttato anima e corpo nella ricostruzione storica della malavita italiana. Fin qui tutto nella norma, o quasi. C’è, però, un aspetto singolare che rende i suoi testi godibili e coinvolgenti, oltre che rigorosi. Questo aspetto potremmo definirlo “strabismo dell’autore”: un occhio verso la ricerca etnografica, l’altro verso il pastiche narrativo. La cosa interessante dell’intera faccenda è che questi occhi, pur mandandoti affanculo, ci vedono benissimo. All’acclamato malloppone Roma criminale, scritto a 4 mani con Yari Selvetella, il buon Cristiano ha fatto da poco seguire Italia criminale - quella sporca dozzina (Newton Compton, pp. 347, € 14,90) in cui allarga il suo raggio d’azione al di fuori delle mura capitoline, concentrandosi su 12 storie particolarmente significative. I motivi di queste scelte ce li spiega lui stesso: “La voglia di addentrarsi nelle zone più buie della storia contemporanea e di uscirne fuori con un testo capace di dire che il “belpaese” della pizza e del mandolino va bene per le cartoline: la realtà è un’altra. Ho scelto di raccontare queste storie perché questa “sporca dozzina” di personaggi incarna alla perfezione lo spirito del libro, un lavoro dedicato alla cosiddetta malavita indipendente: un mondo dove le gerarchie si formano sulla scia del coraggio dimostrato “sul campo” e dove la violenza è rivolta contro i più forti - siano essi banche o rappresentanti delle istituzioni - non contro i più deboli.” A proposito di banche colpisce la frase di Berthold Brecht “Criminale, le banche, è fondarle. Non certo rapinarle” riportata nel capitolo sulla Banda Cavallero: “Continuando a citare Brecht potrei dire che, parlando di criminalità, sono già troppi quelli che scrivono stando “dalla parte della ragione”. E quando la parte della ragione è tutta occupata, “andarsi a sedere dalla parte del torto” diventa una scelta obbligata”. Nel libro si susseguono figure criminali romantiche, alla Robin Hood, da Salvatore Giuliano a Luciano Lutring, da Sante Notarnicola a Renato Vallanzasca ma il clou è rappresentato dal capitolo Una grande famiglia che evidenzia intrecci e sinergie criminali da far accapponare la pelle: i Marsigliesi,

(Manuel Graziani, Sonic n. 6)
L'avventura di Cappa comincia con un rospo enorme e preveggente. Rospi acidi e baci con la lingua, pubblicato da Coniglio Editore, è un titolo che evoca una sensazione quasi fisica; così come la scrittura evocativa, veloce e ritmata di Cristiano Armati...
L'avventura di Cappa ha inizio quando un rospo gigantesco gli appare e gli predice il futuro. Peccato che Cappa, recuperata la lucidità, non ricordi assolutamente nulla del suo futuro. Inizia così un viaggio imziatico, un percorso di formazione, una storia di passione e di sesso, tra Catena, uno strano paese a nord di Roma, Londra, Parigi e Manchester. Cappa vivrà avventure di ogni genere, incontrerà personaggi stravaganti e incredibili, e inaspettatamente, scoprirà l'amore: quello che macina il mondo senza sosta, e che alla fine svelerà l'arcano del rospo gigantesco. Un romanzo duro e romantico come la vita, una cavalcata impietosa, divertente e tragica che attraversa nazioni e città, cuori e cervelli, per dichiarare che malgrado tutto siamo ancora in grado di conoscere, rischiare e sognare.
Sul palco di «Enzimi», i racconti delle periferie. «Sulla Curva. Tra Tiberina e Casilina alla ricerca della svolta» è il titolo del reading di stasera alle 22 in Piazza Vittorio. Sul palco due narratori, Yari Selvetella e Cristiano Armati che leggeranno brani tratti dai loro ultimi libri, «Sax Tenore» e «La mattina dopo», ma anche loro reportage e poesie che descrivono sempre la realtà periferica della capitale e le barriere (anche architettoniche) del quartiere Esquilino. Insieme ai testi di Selvetella e Armati saranno letti anche racconti di grandi autori, da Bukowski a Vian, da Majakovskij a Pasolini. Le loro parole saranno accompagnate dalla musica degli artisti delle «Officine Guano»: un sassofonista, Davide Grottelli, e un chitarrista Gabriele «Piskens» Brucchi. Sul palco, poi, anche un telo che sarà disegnato davanti al pubblico da David Vecchiato. Ingresso libero.
(da “Il Corriere della Sera” del 10 settembre 2004)
[…] Tante piccole storie capace di ritagliarsi un posticino nel fatiscente monolocale della giovane narrativa italiana (…). Storie dirette, sincere, senza mediazione, quelle del neo pasoliniano Cristiano Armati che, in La mattina dopo, aiutato dalle scorbutiche illustrazioni pop di Daria Albanese Ginammi, passa dalla verosimile novella di un bambino lupo morto nell’indifferenza generale (Cammillo O’Lupe) alla parabola dell’ex scoppiato che investe la sussistenza familiare negli ultimi due grammi di eroina (Assegno di maternità, apprezzabile anche per l’omaggio nemmeno troppo velato alla diaframmiana Manca l’acqua). Tra vecchi che tirano le cuoia in ospedale mentre c’è già chi sta lucrando sul loro funerale (Bestemmia in forma di rosa) e papponi cinefili che non disdegnano di servire personalmente clienti particolari (Jonny il pappone buono), si muovono poi i Bambini Virus avvezzi allo stupro di gruppo nei cessi delle discoteche.
(Manuel Graziani - Rumore n. 157)
