domenica, 29 luglio 2007

Luciano Lutring: "Avrei voluto scrivere Italia Criminale di Cristiano Armati"

Luciano LutringIntervistato da Ambretta Sampietro di Milanonera.com, Luciano Lutring, l'ex "solista del mitra" diventato apprezzato pittore e scrittore affermato (i diritti dei suoi ultimi libri Una storia da dimenticare e Catene spezzate sono stati opzionati per il cinema dopo che Lizzani aveva già tratto un film dal suo Il solista del mitra), ha risposto alla domanda "quale libro - scritto da altri - avresti voluto scrivere tu?" dichiarando: "Avrei voluto scrivere Italia criminale. Quella sporca dozzina di Cristiano Armati , che mi ha menzionato mischiandomi a tutti i più squallidi personaggi dell'epoca". 

Milanonera.comLeggi l'intervista a Luciano Lutring pubblicata da Milanonera.com

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categorie: rassegna stampa, italia criminale
venerdì, 27 luglio 2007

Pinocchio e il bastone di legno

Questa è la storia di Pinocchio. Cioè, non proprio la storia di Pinocchio, perché chi se ne frega di un pezzo di legno. Ma il fatto è che il burattino si fece bambino. Proprio così: il legno si fece carne. Carne, vene, nervi, sangue. Carne, con tanto di occhi che vedono e mani che toccano e bocca che mangia con gusto e tanto amore ma... di punto in bianco, nessuna che gliela dà.

Ed è proprio questo il problema. Perché Pinocchio era un pezzo di legno, è vero, ma che legno! Un robusto bastone di castagno nodoso completava l'opera di papà Geppetto a garanzia di un'erezione senza incertezze sette giorni su sette.

Pinocchio non sapeva nulla del cantico notturno di un pastore errante dell'Asia. Eppure aveva messo su un giro niente male: casalinghe frustrate, donne in carriera, studentesse vogliose e pure - perché una bocca è una bocca e un culo è un culo - maschi al cento per cento, con i baffi a manubrio e il torace villoso. Tutti buoni amici di Pinocchio e del suo castagno nodoso.

Bei tempi andati... alla resa dei conti che cosa ci aveva guadagnato Pinocchio dalla mutazione?

Perché quando si parla di cazzi c'è poco da fare: piuttosto che moscio è molto meglio un bel cazzo di legno (...)



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Pinokkio volume 2"Pinocchio e il bastone di legno" fa parte del progetto "Pinokkio": esperimento di riscrittura collettiva di un classico a cura di Strelnik

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"A Pinokkio's Bloody Binary Story": la riscrittura di un classico gratis e in open source

A PinokkioIl 12 maggio 2007, presentato a Torino all'interno della prima edizione del LitCamp, è arrivato "A Pinokkio's Bloody Binary Story" il volume uno cartaceo della riscrittura pinocchiesca. Un libretto di 130 pagine, sotto l'insegna apolide della nero_passero, coi disegni di copertina Texas punk Chainsaw del grande Mik, un'introduzione di Srelinik in forma di faq, 37 racconti di altrettanti autori e, specialmente, senza alcun prezzo (nemmeno minimo) imposto. La prima edizione di questo volume uno è stata tirata in duecento copie per i tipi delle Grafiche Angelini in Ascoli Piceno ed è stata resa possibile anche grazie al contributo ricevuto dal portale Intoscana.it utile a coprire una parte delle spese di stampa. Come anticipato sopra questo libro è gratis: se ne volete una copia non dovete fare altro che spedire  una mail, far sapere a Strelnik (L'Accatastatore di Pinocchi) sapere perché volete questo libro e il libro e vi arriverà direttamente a casa (non sempre compreso di spese di spedizione pagate).

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categorie: segnalazioni

Roma criminale: "Un libro che non deve mancare negli scaffali della vostra biblioteca"

Roma criminale in edizione economicaPer quanto oggi sia piuttosto frequente trovare sugli scaffali delle librerie volumi che trattano di cronaca nera e di casi giudiziari, questo della Newton, a firma di Armati e Selvetella, si distacca sicuramente per una sincera originalità del punto di vista.

 

Rappresentati sotto una luce inedita, su queste pagine sfilano crimini passionali, omicidi per motivi d’onore, crimini  organizzati, stragi di stato, delitti politici, la chiave di lettura è a metà tra la ricostruzione storica e l’immedesimazione. Il lettore è accompagnato passo passo a rivivere le fasi dell’indagine, la cronaca minuziosa degli eventi, le rivelazioni, i reperti, le indiscrezioni e le tracce. Delitti apparentemente irrisolvibili, come quello di Wilma Montesi, sono presentati sotto una nuova luce, finalmente ci viene mostrato tutto quello che le cronache giudiziarie non ci hanno detto. Anche se spesso non si conosce “la soluzione”, attraverso la lettura di questo libro, si può ragionevolmente ipotizzare “una soluzione”, che potrebbe non essere troppo lontano dal vero.

 

Non importa se i fatti sono o non sono andati in un certo modo, quello che importa è che gli elementi offerti vengano presentati con imparzialità, con rigore e con meticoloso approfondimento. Non troverete mai una ricerca storica più circostanziata di questa, ma soprattutto non troverete mai uno sguardo tanto diretto capace di far luce su quello che più di tutto unisce questi casi, la romanità.

 

Roma, lo sappiamo tutti, è sempre stata funestata da crimini e delitti, fin da quando Romolo e Remo tracciarono il primo solco con l’aratro che doveva delimitare il suo confine, Roma è stata esposta al sangue, al complotto, all’assassinio, alla dominazione. Il popolo romano, nei secoli, si è abituato più o meno a tutto. I romani sono stati dominati, invasi, soggiogati, comandati e oppressi praticamente da sempre, unni, visigoti, lanzichenecchi, saraceni, inglesi, francesi, americani, la monarchia, il papato, il regime fascista. La lista potrebbe essere infinita.

 

Per questo il popolo di Roma ha imparato in un certo senso ad essere duttile, adattabile, impermeabile, poche sono le tragedie in grado di scalfire la sua calma imperturbabile, rari sono i delitti capaci di sollevare l’opinione pubblica e la partecipazione di massa della cittadinanza, i romani sono abituati a pensare che tutto passa, tutto si risolve, tutto scivola via. La cosa importante è che, in mezzo alla confusione generale, uno abbia il sacrosanto diritto di tornarsene a casa sua la sera e di sedersi davanti a un piatto di pastasciutta. Un romano pensa, volete aumentare le tasse, bene fatelo pure, volete scatenare una guerra, pazienza ne abbiamo viste tante, volete imporre un nuovo regime politico, ebbene, ne abbiamo affrontati tanti e a tutti siamo sopravvissuti.

 

Ma, perché c’è un ma, un romano pensa anche che a tutto c’è un limite. E questo limite è superato quando il crimine tocca le corde interiori più sensibili di questo popolo, Roma sarà anche permeata di sangue, avrà anche alle spalle un passato storico bellicoso e omicida, sarà anche stata fondata su un assassinio e popolata con un rapimento di massa, ma se c’è una cosa che questa città non tollera è quando il crimine passa il segno.

 

Come una madre affettuosa che sopporta i tafferugli e i litigi dei pargoletti, Roma vigila sorniona sui crimini minori, lascia correre, sa perdonare, riesce a guardare avanti, fino a un certo punto.

 

È come se ci fosse, e infatti c’è, un codice d’onore non scritto, ai romani importa poco che giustizia sia fatta, spesso hanno parteggiato più per il piccolo delinquente che per le autorità costituite, e la storia di Rugantino è un esempio tipico, ma Rugantino rispettava un suo particolare codice d’onore, e infatti era disposto a morire solo per mantenere il decoro del suo nome, che in fondo era tutto quello che aveva al mondo.

 

Così mentre si può chiudere un occhio su certi crimini, non si può viceversa dimenticare o tollerare i casi in cui il delitto bussa alla porta di casa nostra. Ne è un esempio classico Wilma Montesi, chi ha potuto uccidere una ragazza così per bene, bella come la Sofia Loren o la Gina Lollobrigida, ma al tempo stesso ligia ai suoi doveri, presente in casa, fidanzata seriamente con un bravo giovane, decisamente rigorosa nei comportamenti sociali ed integerrima sotto tutti i punti di vista? Era la classica brava ragazza della porta accanto. Questo delitto i Romani non l’hanno mai potuto dimenticare.

 

Come non hanno potuto dimenticare l’omicidio insensato di Pier Paolo Pasolini, il caso terribile di Girolimoni, dove un innocente fu sospettato, arrestato e mai completamente scagionato o pubblicamente riabilitato, la morte inutile di Marta Russo, il massacro del Circeo, con le dolorose conseguenze dei giorni nostri, la ferocia insensata dell’omicidio della Magliana, quando il canaro passò dalla parte della ragione a quella del torto, solo per aver “ecceduto” nella misura della sua vendetta. Sono le ingiustizie verso i deboli che Roma non sopporta, toglieteci tutto ma non sottraeteci la dignità, sembrano dire i romani.

 

E questo messaggio Armati e Selvetella non solo l’hanno compreso assai bene, ma l’hanno anche saputo riproporre con vigore e convinzione davvero rara.  Oltre trenta casi esemplari, sotto questo punto di vista, ricostruiti minuziosamente, presentati con uno stile in equilibrio tra il giornalismo investigativo, il saggio di cronaca e il passo romanzato. Sono storie che prendono, che colpiscono al cuore, che valgono più di mille invenzioni, perché hanno il sapore inconfondibile della veridicità.

 

I romani hanno sempre pensato che a Roma non sarebbe successo mai niente, perché a Roma c’è il Papa, perché a Roma nevica anche in agosto, perché a Roma lo zefiro soffia leggero, perché il Tevere si gonfia ma non straripa mai, o quasi, perché Roma è il cuore del mondo.

 

E Armati e Salvetella hanno scritto questo libro per riscattare questa ingenua speranza, e perpetuare questo patto teorico di non belligeranza di Roma con il crimine, molti dettagli rivelatori sono forniti in queste pagine, molti indizi risolutivi, a volte anche i nomi e i cognomi dei mandanti, degli esecutori e dei veri responsabili. Non importa che sia provato o no, non importa che la giustizia si sia per vari motivi più o meno fermata, quello che conta è che le tracce sono lì, ben visibili, chiare e inequivocabili, e che la chiave di lettura ci viene chiaramente offerta da un lavoro di ricerca corposo e accuratissimo.

 

Armati e Selvetella ripercorrono queste sanguinose vicende con metodo e rigore, sensibilità e  partecipazione, regalandoci al tempo stesso un’opera minuziosa di cronaca e un affresco storico e sociale di un’epoca che grosso modo va dai tempi di Romolo e Remo fino ai giorni nostri.

 

Un libro che non deve mancare negli scaffali della vostra biblioteca perché è stato scritto con passione, con travolgente umanità e con una grande, davvero rara, preparazione tecnica.

(Sabina Marchesi - Guida Giallo Noir di Supereva)

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categorie: recensioni, roma criminale
giovedì, 26 luglio 2007

I poeti beat? Ci riconosciamo di più nel rap e negli stornellatori in ottava rima

"Da un punto di vista letterario, "Sulla curva" (il reading di Cristiano Armati e Yari Selvetella andato in scena al Frigo Festival di Roma, ndr) è una sperimentazione che voleva rappresentare Roma sotto l'aspetto della violenza, della violenza subita, di cui già l'esistenza stessa della periferia è una prova. Da un punto di vista performativo, non vogliamo essere qualcuno che legge dei fogli, ci rifacciamo più alla nascita del rap, a qualcosa di detto, parlato, non recitato. L'inglese con la sua duttilità lo rende bene: speaking words. La parola ha il ritmo, il tempo dentro di sé. L'elemento di freschezza di questa lettura è proprio questo riproporre la parola facendo uscire fuori la parola dai suoi luoghi deputati, legati a circoli piuttosto ristretti. Siamo stati spesso associati ai poeti beat, ma ci riconosciamo molto più nel rap e negli stornellatori in ottava rima, irriducibilmente blues."

Frigo Festival - Roma 2005intervista a cura della redazione di Frigoweb.it

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categorie: interviste, reading presentazioni e festival
martedì, 24 luglio 2007

A Roma si legge... Roma criminale

24Classifica dei libri più venduti a Roma tra il 22 e il 28 giugno del 2007 (a cura della libreria Feltrinelli di Viale Guglielmo Marconi 190):

1. "La pista di sabbia" di Andrea Camilleri, Sellerio
2. "Mille splendidi soli" di Hosseini Khaled, Piemme
3. "La casta" di Antonio Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, Rizzoli
4. "Nelle mani giuste" di Giancarlo De Cataldo, Einaudi
5. "Roma criminale" di Cristiano Armati e Yari Selvetella, Newton Compton


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categorie: roma criminale
venerdì, 20 luglio 2007

"Italia criminale" alla Festa Nazionale di Liberazione

Corriere della Sera del 20 luglio 2007Venerdì 20 luglio ore 20,30

a LIBERAFESTA - Festa Nazionale di Liberazione

Parco della Resistenza (Piramide - Roma)

Cristiano Armati presenta

ITALIA CRIMINALE
Quella sporca dozzina

Ne discute con l'autore Massimo Lugli (la Repubblica)

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categorie: reading presentazioni e festival

Lib[e]ri: storia di un festival letterario

Nel dicembre 2003 a Teramo nacque la libreria Empatia, che è tuttora attiva. Questa libreria aveva una particolarità: mirava a diventare un’officina culturale. Fu così che Massimiliano Orsini (il titolare) ed io ci ingegnammo per realizzare una serie di presentazioni di libri. Ci mettemmo al lavoro e nel giro di un paio d’anni riuscimmo a portare a Teramo diversi scrittori: Giovanni D’Alessandro, Giovanni Di Iacovo, Nicola Lagioia, Gordiano Lupi, Julio Monteiro Martins, Roberto Michilli, Gianni Paris, Renzo Paris, Alessio Romano, Paolo Roversi, Gilberto Severini e Marco Tornar. Lo scopo era semplice: fare cultura in provincia senza però scadere nel provincialismo.
Da Empatia si tenevano anche mostre, concerti e convegni, ma la libreria acquisiva una sempre più spiccata vocazione letteraria. Fu così che nel giugno del 2005 nacque una partnership con il Premio Teramo e fu così che nel settembre dello stesso anno mise piede da Empatia Tiziano Scarpa, ospite del Premio per un reading sul suo “Groppi d’amore nella scuraglia” che si tenne nella Sala San Carlo del Museo Archeologico.

Date le idee e l’esperienza organizzativa acquisita sul campo, Massimiliano Orsini, Stefano Gennarelli ed io pensammo di costituire come gemmazione della libreria l’Associazione Culturale Empatia. La cosa si fece e il primo obiettivo fu quello di realizzare un Festival Letterario.

Ci mettemmo al lavoro e in pochi mesi completammo il programma del Festival Letterario Lib[e]ri. Ciascuno di noi ebbe un ruolo: Massimiliano Orsini e Stefano Gennarelli il coordinamento generale, io la Direzione artistica. Successivamente si aggiunsero Enrico Angelini, preziosissimo responsabile tecnico, e un gruppo di collaboratori in forza alla Segreteria e all’Ufficio Stampa: Igor De Amicis, Enza Di Matteo, Manuel Graziani, Paola Luciani, Erika Marcelli, Alessandro Misson, Fiammetta Papa e Fiona Sansone. Quanto alla realizzazione del logo del Festival e della cura degli aspetti grafici, ci avvalemmo del fondamentale aiuto di Maximiliano Bianchi.

Lib[e]ri Festival: Teramo 2006Fu così che, tra il 14 e il 18 giugno 2006, i Giardini del Palazzo della Provincia di Teramo ospitarono la I Edizione del Festiva Letterario Lib[e]ri. Vennero molti ospiti a parlare di libri e di letteratura. Renzo Paris tenne una conferenza su Alberto Moravia; Giovanna Di Lello, Alessio Romano ed Emanuele Trevi diedero vita a una tavola rotonda su John Fante. Michele Ainis e Oliviero Beha parlarono di libertà d’informazione e censura. Federico Fiumani e Massimo Zamboni furono i protagonisti di due serate in cui la parola scritta andava a braccetto con quella pronunciata e con quella cantata. Salirono a bordo anche Gabriella Kuruvilla e Gianni Paris, in un confronto dedicato alla letteratura dell’ibridazione e della migrazione. E poi ancora il poeta Tino Di Cicco e la scrittrice Emilia Bersabea Cirillo, senza dimenticare il mondo del crimine raccontato da Cristiano Armati, Maria Cristina Giannini, Sabina Marchesi, Yari Selvetella e Mauro Smocovich. Ci fu pure una tavola rotonda sulle “Forme di resistenza nel pensiero, nel cinema e nella letteratura”, alla quale presero parte Filippo Lanci, Leonardo Persia e Antonio Roberti.

Nella sua I Edizione, il neonato Festival Lib[e]ri registrò settecento presenze in cinque giorni. L’obiettivo era stato centrato: Teramo era diventata un’isola tra le correnti delle idee e delle parole di gente che scrive libri e che dei libri parla “da dentro”, senza accademismi, senza scolasticismi e soprattutto senza la bolsa superficialità provincialistica. Al termine della I Edizione ci guardammo in faccia e ci abbracciamo. Eravamo orgogliosi di quello che avevamo realizzato. La paura, finalmente, era andata via: il rischio del flop era scampato, date e dati erano dalla nostra e parlavano chiaro. Potevamo ripartire. Dovevamo realizzare la II Edizione di Lib[e]ri. A una condizione: bisognava rilanciare, bisognava dare conferma. Al secondo giro dovevamo vincere di goleada.

Lib[e]ri festival 2007Tanto è stato. La II Edizione del Festival Letterario Lib[e]ri si è svolta tra il 9 e il 17 giugno 2007. Nove giorni, ventuno appuntamenti, quaranta ospiti, circa ottocento presenze. Questa volta i Giardini del Palazzo della Provincia hanno abbracciato le parole di Cristiano Armati, Davide Bregola, Giovanni D’Alessandro ed Erri De Luca; quelle di Giovanni Di Iacovo, Francesca Genti, Marco Lodoli, Gianni Paris, Paolo Roversi, Roberto Saporito, Walter Siti ed Enzo Verrengia. Più quelle di Carlo Bordini, Rocco Brindisi, Remo Rapino e Giuseppe Rosato. Né vanno dimenticate le tavole rotonde. C’è stata quella su “Linfera”, una rivista per la “Neorinascenza letteraria”, con Sandro Galantini, Luca Morricone e Cristina Trifoni; c’è stata “Vino Sophia, Vino Follia”, sui rapporti tra il vino e il pensiero creativo, cui hanno partecipato Enrico Cerulli Irelli, Simone D’Alessandro, Giovanni Lattanzi, Silverio Novelli e Giovanni Tavano; c’è stata quella sul “Mestiere dell’editore”, con Fernando Corona, della Vallecchi, e con Giovanni Tavano, di Carsa; c’è stata quella su “Un diavolo per cappello” (un’antologia di racconti ispirati al Borsalino), con Igor De Amicis, Sabina Marchesi, Sacha Rosel e Mauro Smocovich; e c’è stata quella intitolata “Gente di qua, opere di là”, con Maximiliano Bianchi, Vincenzo D’Aquino, Maurizio Di Fazio, Paolo Ferri e Manuel Graziani. Tutto qui? Manco per sogno. La II Edizione di Lib[e]ri ha dato spazio al teatro, con un incontro con l’attrice Grazia Scuccimarra, ed a un vero e proprio spettacolo di luci e parole, un audio-book live realizzato da Stefano De Angelis e Stefano Melozzi in una co-produzione tra Lib[e]ri e Lisma Project. Si è trattato di un grosso cantiere culturale e di una lunga maratona letteraria (...)

(Simone Gambacorta - direttore artistico del Lib[e]ri Festival)

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martedì, 17 luglio 2007

Roma criminale su Radio Alt

Radio Alt"Roma criminale è un'indagine sulla malavita capitolina che racconta diversi casi variamente conosciuti: dalla banda della Magliana al caso Marta Russo..."

In diretta dalla Buchmesse di Francoforte, Matteo Baldi di Radio Alt intervista Cristiano Armati.

Per ascoltare l'intervista cliccate qui
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categorie: interviste, roma criminale, audio video foto
venerdì, 13 luglio 2007

Estate romana

Io sapevo che fino a poco tempo fa nelle fabbriche abbandonate ci dormivano gli extracomunitari e che gli albanesi facevano a coltellate tra di loro perché «il sapone dell’uomo d’onore è la polvere da sparo».
Alla stazione Termini, i tossici guardavano i passanti cercando quello disposto a pagare la marchetta o a lasciarsi scippare dal collo la catenina d’oro. Quando si facevano trovare morti, la siringa da insulina, piena di roba maltagliata, sventolava sul loro braccio come una bandiera quando tira poco vento.
I giardinetti sotto casa erano buoni solo per portarci a correre i cani. Poi l’arte e la cultura sentirono il bisogno di nuovi spazi, perché quelli nati nella parte buona della città non si accontentano mai di niente. Allora la cosa più facile da fare è stata recintare queste rovine: ovunque sono stati piazzati accessi per disabili e bagni chimici in grandi quantità, nastri tricolore da tagliare e signore eleganti che impazziscono per l’arte concettuale e per il cabaret. Da quel momento in poi, attaccato al cancello d’ingresso delle aree dismesse e delle fabbriche abbandonate, nei pochi giardini rimasti e persino sulla riva del Tevere, un cartello ben scritto – che tutti possano leggerlo e darne notizia – allegramente afferma: «estate romana. ingresso dieci euro più consumazione».

(Cristiano Armati)

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categorie: racconti di vita