I libri, i reading, le poesie e gli articoli di (e su) Cristiano Armati
Intervistato da Ambretta Sampietro di Milanonera.com, Luciano Lutring, l'ex "solista del mitra" diventato apprezzato pittore e scrittore affermato (i diritti dei suoi ultimi libri Una storia da dimenticare e Catene spezzate sono stati opzionati per il cinema dopo che Lizzani aveva già tratto un film dal suo Il solista del mitra), ha risposto alla domanda "quale libro - scritto da altri - avresti voluto scrivere tu?" dichiarando: "Avrei voluto scrivere Italia criminale. Quella sporca dozzina di Cristiano Armati , che mi ha menzionato mischiandomi a tutti i più squallidi personaggi dell'epoca".
Leggi l'intervista a Luciano Lutring pubblicata da Milanonera.com
Continua la lettura su Intoscana.it - Il portale ufficiale della Toscana
"Pinocchio e il bastone di legno" fa parte del progetto "Pinokkio": esperimento di riscrittura collettiva di un classico a cura di Strelnik
Il 12 maggio 2007, presentato a Torino all'interno della prima edizione del LitCamp, è arrivato "A Pinokkio's Bloody Binary Story" il volume uno cartaceo della riscrittura pinocchiesca. Un libretto di 130 pagine, sotto l'insegna apolide della nero_passero, coi disegni di copertina Texas punk Chainsaw del grande Mik, un'introduzione di Srelinik in forma di faq, 37 racconti di altrettanti autori e, specialmente, senza alcun prezzo (nemmeno minimo) imposto. La prima edizione di questo volume uno è stata tirata in duecento copie per i tipi delle Grafiche Angelini in Ascoli Piceno ed è stata resa possibile anche grazie al contributo ricevuto dal portale Intoscana.it utile a coprire una parte delle spese di stampa. Come anticipato sopra questo libro è gratis: se ne volete una copia non dovete fare altro che spedire una mail, far sapere a Strelnik (L'Accatastatore di Pinocchi) sapere perché volete questo libro e il libro e vi arriverà direttamente a casa (non sempre compreso di spese di spedizione pagate).
Per quanto oggi sia piuttosto frequente trovare sugli scaffali delle librerie volumi che trattano di cronaca nera e di casi giudiziari, questo della Newton, a firma di Armati e Selvetella, si distacca sicuramente per una sincera originalità del punto di vista.
Roma, lo sappiamo tutti, è sempre stata funestata da crimini e delitti, fin da quando Romolo e Remo tracciarono il primo solco con l’aratro che doveva delimitare il suo confine, Roma è stata esposta al sangue, al complotto, all’assassinio, alla dominazione. Il popolo romano, nei secoli, si è abituato più o meno a tutto. I romani sono stati dominati, invasi, soggiogati, comandati e oppressi praticamente da sempre, unni, visigoti, lanzichenecchi, saraceni, inglesi, francesi, americani, la monarchia, il papato, il regime fascista. La lista potrebbe essere infinita.
(Sabina Marchesi - Guida Giallo Noir di Supereva)
intervista a cura della redazione di Frigoweb.it
Classifica dei libri più venduti a Roma tra il 22 e il 28 giugno del 2007 (a cura della libreria Feltrinelli di Viale Guglielmo Marconi 190):
Venerdì 20 luglio ore 20,30 Nel dicembre 2003 a Teramo nacque la libreria Empatia, che è tuttora attiva. Questa libreria aveva una particolarità: mirava a diventare un’officina culturale. Fu così che Massimiliano Orsini (il titolare) ed io ci ingegnammo per realizzare una serie di presentazioni di libri. Ci mettemmo al lavoro e nel giro di un paio d’anni riuscimmo a portare a Teramo diversi scrittori: Giovanni D’Alessandro, Giovanni Di Iacovo, Nicola Lagioia, Gordiano Lupi, Julio Monteiro Martins, Roberto Michilli, Gianni Paris, Renzo Paris, Alessio Romano, Paolo Roversi, Gilberto Severini e Marco Tornar. Lo scopo era semplice: fare cultura in provincia senza però scadere nel provincialismo.
Da Empatia si tenevano anche mostre, concerti e convegni, ma la libreria acquisiva una sempre più spiccata vocazione letteraria. Fu così che nel giugno del 2005 nacque una partnership con il Premio Teramo e fu così che nel settembre dello stesso anno mise piede da Empatia Tiziano Scarpa, ospite del Premio per un reading sul suo “Groppi d’amore nella scuraglia” che si tenne nella Sala San Carlo del Museo Archeologico.
Date le idee e l’esperienza organizzativa acquisita sul campo, Massimiliano Orsini, Stefano Gennarelli ed io pensammo di costituire come gemmazione della libreria l’Associazione Culturale Empatia. La cosa si fece e il primo obiettivo fu quello di realizzare un Festival Letterario.
Ci mettemmo al lavoro e in pochi mesi completammo il programma del Festival Letterario Lib[e]ri. Ciascuno di noi ebbe un ruolo: Massimiliano Orsini e Stefano Gennarelli il coordinamento generale, io la Direzione artistica. Successivamente si aggiunsero Enrico Angelini, preziosissimo responsabile tecnico, e un gruppo di collaboratori in forza alla Segreteria e all’Ufficio Stampa: Igor De Amicis, Enza Di Matteo, Manuel Graziani, Paola Luciani, Erika Marcelli, Alessandro Misson, Fiammetta Papa e Fiona Sansone. Quanto alla realizzazione del logo del Festival e della cura degli aspetti grafici, ci avvalemmo del fondamentale aiuto di Maximiliano Bianchi.
Fu così che, tra il 14 e il 18 giugno 2006, i Giardini del Palazzo della Provincia di Teramo ospitarono la I Edizione del Festiva Letterario Lib[e]ri. Vennero molti ospiti a parlare di libri e di letteratura. Renzo Paris tenne una conferenza su Alberto Moravia; Giovanna Di Lello, Alessio Romano ed Emanuele Trevi diedero vita a una tavola rotonda su John Fante. Michele Ainis e Oliviero Beha parlarono di libertà d’informazione e censura. Federico Fiumani e Massimo Zamboni furono i protagonisti di due serate in cui la parola scritta andava a braccetto con quella pronunciata e con quella cantata. Salirono a bordo anche Gabriella Kuruvilla e Gianni Paris, in un confronto dedicato alla letteratura dell’ibridazione e della migrazione. E poi ancora il poeta Tino Di Cicco e la scrittrice Emilia Bersabea Cirillo, senza dimenticare il mondo del crimine raccontato da Cristiano Armati, Maria Cristina Giannini, Sabina Marchesi, Yari Selvetella e Mauro Smocovich. Ci fu pure una tavola rotonda sulle “Forme di resistenza nel pensiero, nel cinema e nella letteratura”, alla quale presero parte Filippo Lanci, Leonardo Persia e Antonio Roberti.
Nella sua I Edizione, il neonato Festival Lib[e]ri registrò settecento presenze in cinque giorni. L’obiettivo era stato centrato: Teramo era diventata un’isola tra le correnti delle idee e delle parole di gente che scrive libri e che dei libri parla “da dentro”, senza accademismi, senza scolasticismi e soprattutto senza la bolsa superficialità provincialistica. Al termine della I Edizione ci guardammo in faccia e ci abbracciamo. Eravamo orgogliosi di quello che avevamo realizzato. La paura, finalmente, era andata via: il rischio del flop era scampato, date e dati erano dalla nostra e parlavano chiaro. Potevamo ripartire. Dovevamo realizzare la II Edizione di Lib[e]ri. A una condizione: bisognava rilanciare, bisognava dare conferma. Al secondo giro dovevamo vincere di goleada.
Tanto è stato. La II Edizione del Festival Letterario Lib[e]ri si è svolta tra il 9 e il 17 giugno 2007. Nove giorni, ventuno appuntamenti, quaranta ospiti, circa ottocento presenze. Questa volta i Giardini del Palazzo della Provincia hanno abbracciato le parole di Cristiano Armati, Davide Bregola, Giovanni D’Alessandro ed Erri De Luca; quelle di Giovanni Di Iacovo, Francesca Genti, Marco Lodoli, Gianni Paris, Paolo Roversi, Roberto Saporito, Walter Siti ed Enzo Verrengia. Più quelle di Carlo Bordini, Rocco Brindisi, Remo Rapino e Giuseppe Rosato. Né vanno dimenticate le tavole rotonde. C’è stata quella su “Linfera”, una rivista per la “Neorinascenza letteraria”, con Sandro Galantini, Luca Morricone e Cristina Trifoni; c’è stata “Vino Sophia, Vino Follia”, sui rapporti tra il vino e il pensiero creativo, cui hanno partecipato Enrico Cerulli Irelli, Simone D’Alessandro, Giovanni Lattanzi, Silverio Novelli e Giovanni Tavano; c’è stata quella sul “Mestiere dell’editore”, con Fernando Corona, della Vallecchi, e con Giovanni Tavano, di Carsa; c’è stata quella su “Un diavolo per cappello” (un’antologia di racconti ispirati al Borsalino), con Igor De Amicis, Sabina Marchesi, Sacha Rosel e Mauro Smocovich; e c’è stata quella intitolata “Gente di qua, opere di là”, con Maximiliano Bianchi, Vincenzo D’Aquino, Maurizio Di Fazio, Paolo Ferri e Manuel Graziani. Tutto qui? Manco per sogno. La II Edizione di Lib[e]ri ha dato spazio al teatro, con un incontro con l’attrice Grazia Scuccimarra, ed a un vero e proprio spettacolo di luci e parole, un audio-book live realizzato da Stefano De Angelis e Stefano Melozzi in una co-produzione tra Lib[e]ri e Lisma Project. Si è trattato di un grosso cantiere culturale e di una lunga maratona letteraria (...)
(Simone Gambacorta - direttore artistico del Lib[e]ri Festival)
"Roma criminale è un'indagine sulla malavita capitolina che racconta diversi casi variamente conosciuti: dalla banda della Magliana al caso Marta Russo..."Io sapevo che fino a poco tempo fa nelle fabbriche abbandonate ci dormivano gli extracomunitari e che gli albanesi facevano a coltellate tra di loro perché «il sapone dell’uomo d’onore è la polvere da sparo».
Alla stazione Termini, i tossici guardavano i passanti cercando quello disposto a pagare la marchetta o a lasciarsi scippare dal collo la catenina d’oro. Quando si facevano trovare morti, la siringa da insulina, piena di roba maltagliata, sventolava sul loro braccio come una bandiera quando tira poco vento.
I giardinetti sotto casa erano buoni solo per portarci a correre i cani. Poi l’arte e la cultura sentirono il bisogno di nuovi spazi, perché quelli nati nella parte buona della città non si accontentano mai di niente. Allora la cosa più facile da fare è stata recintare queste rovine: ovunque sono stati piazzati accessi per disabili e bagni chimici in grandi quantità, nastri tricolore da tagliare e signore eleganti che impazziscono per l’arte concettuale e per il cabaret. Da quel momento in poi, attaccato al cancello d’ingresso delle aree dismesse e delle fabbriche abbandonate, nei pochi giardini rimasti e persino sulla riva del Tevere, un cartello ben scritto – che tutti possano leggerlo e darne notizia – allegramente afferma: «estate romana. ingresso dieci euro più consumazione».
(Cristiano Armati)