giovedì, 31 gennaio 2008

Italia criminale in edicola con il Messaggero

Cop-Italia-criminale-mess2Dal 26 gennaio, distribuita nelle edicole con "Il Messaggero", sarà disponibile una nuova edizione di "Italia Criminale": la storia della malavita indipendente italiana dagli anni Quaranta fino ai giorni nostri. Fino ad esaurimento scorte, il prezzo del libro sarà di soli 5,90 euro... è proprio il caso di dire che sarebbe un crimine farselo scappare.
postato da: armati alle ore 12:41 | link | commenti
categorie: segnalazioni, italia criminale

(Non) mi piace come sei di Alberto Calligaris

Per capire i fantasmi del sesso bisogna leggere Alberto Calligaris

(Non) mi piace come seiIn un paese sperduto della provincia friulana, una casa diroccata sembra popolata di fantasmi. Si tratta della casa della famiglia Artico che, tornata in paese dopo anni passati in Australia, riscuote l'invidia e le maldicenze di tutto il vicinato. Indifferente al mondo, l'adolescente Enrico Artico si rifugia in un rapporto speciale con i genitori e la sorella ma non ha amici e a scuola è un vero disastro. Carmen, una psicoioga messicana uguale a Frida Kahlo, diagnostica a Enrico una rara malattia mentale: la Sindrome dell'Isola di Pasqua, cioè un destino di distruzione per lui e per gli altri in caso di perdita della verginità. Malgrado questa oscura profezia, Enrico spinge la sua vita oltre i limiti consentiti dalle convenzioni, desideroso di scoprire subito ciò che si cela nelle pieghe del suo futuro. Così, tra sedute psicoanalitiche, sette sataniche e nostalgici del nazismo, la soluzione al dramma di Enrico diventa un colpo di scena: l'ultimo atto di una vita senza regole.

Alberto Calligaris  è nato nel 1967 in Friuli e vive in Cornovaglia, dove lavora come giardiniere. Pesa cento chili ma contraddice spudoratamente le regole che impongono un austero silenzio sull'argomento. Ha scritto Poesie d'amore per donne ubriache (Coniglio Editore, 2006) e, per la Newton Compton, il romanzo Il volo delle anatre a rovescio (2006).

Alberto Calligaris
(Non) mi piace come sei
Newton Compton - collana "Anagramma"
288 pp - 9,90 euro
postato da: armati alle ore 11:32 | link | commenti
categorie: aaa libri editati
lunedì, 28 gennaio 2008

In memoria di Hugo Bettauer: la prima vittima dell'olocausto nazista

Città particolare Vienna: adagiata dove le pendici orientali delle Alpi digradano fino a incontrare le steppe ungheresi, lungo le alture costeggiate dal Danubio, la vecchia capitale dell’impero asburgico offre ai contemporanei una storia che suona come una condanna. La condanna a vivere se stessa come punto fermo di un confine culturale, una porta chiusa in faccia alle pressioni mediterranee, una roccaforte dall’interno della quale votarsi a una sorta di perpetua resistenza: alla pressione ottomana, all’eresia protestante, alla cultura ebraica... uno stato di guerra permanente che impedì alla corona d’Austria di abdicare dal suo ruolo di difensore della cristianità anche quando, con il XIX secolo, l’opposizione all’islamismo e al luteranesimo perde la sua pregnanza storica. In bilico tra nuove filosofie e concezioni strapaesane, allora, la Vienna di quegli anni è la città del principe Metternich, cabina di regia di una restaurazione convinta che una buona polizia avrebbe senz’altro potuto avere la meglio su quelle fantasie che un corso di nome Napoleone Bonaparte aveva esportato in mezza Europa.  A cominciare da quella che era stata una delle conquiste più importanti della rivoluzione francese, l’emancipazione di milioni di individui costretti, fino ad allora, a subire la vergogna dei ghetti, la violenza dei pogrom, l’onta delle prediche forzate: gli ebrei. Nella Vienna degli anni ’20, un grande giornalista e scrittore di origine ebraica, Hugo Bettauer, affrontò il montante antisemitismo nazista sostenendo esplicitamente la necessità di operare nel costume sociale e sessuale una vera e propria “rivoluzione erotica”: una battaglia contro l’ipocrisia e la misoginia che infiammò Vienna in un’appassionata e tragica lotta in favore della libertà.

La straordinaria vita di Hugo Bettauer 

Hugo BettauerHugo Bettauer era nato nel 1872 a Baden, una cittadina a sud di Vienna, da una famiglia ebraica di origine ucraina. Convertitosi al protestantesimo a diciotto anni, Bettauer, per sfuggire alla coscrizione obbligatoria, riparò prima a Zurigo, poi negli Stati Uniti. Come giornalista, fu corrispondente da Berlino per diversi giornali americani prima di essere espulso dalla Germania in virtù delle sue inchieste spregiudicate. Da liberale radicale, Bettauer era aperto al positivismo e fece presto propria l’idea secondo la quale, scopo principe dell’intellettuale, è quello di educare le masse. Non a caso, fatto ritorno nella natia Vienna, Bettauer svolse un’attività molto intensa nel campo della divulgazione dell’educazione sessuale. Sorprendendo la censura austriaca con impianti modernissimi, nel 1924, Bettauer inaugura il primo numero di ciò che può essere considerata la madre di tutte le riviste erotiche contemporanee, il settimanale intitolato “Er & Sie. Wochenschrift für Lebenskultur und Erotik” (Lui e lei. Settimanale di cultura di vita ed erotismo). Dalle colonne di “Er & Sie”, Bettauer forniva ai lettori intrattenimento e informazione erotica, inventava rubriche di annunci per “cuori solitari” e, contemporaneamente, avanzava ardite rivendicazioni sociali, come la battaglia a favore del diritto di voto alle prostitute, mostrando, più in generale, la volontà di sottrarre l’erotismo dal dominio della vita matrimoniale, riconoscendo alle donne un’autonomia in campo sessuale che certamente non era quella che il costituendo regime nazionalsocialista andava pensando per loro. Il primo numero della rivista, di 12 pagine, stampato in 20.000 copie andò letteralmente a ruba mentre il secondo numero, di 16 pagine, superò addirittura le 60.000 copie vendute: un risultato straordinario! Andò a finire che, giunti al numero cinque, la polizia fece irruzione nella redazione della rivista, sequestrando il settimanale e impedendone la prosecuzione. L’accusa mossa a Bettauer era quella di induzione alla prostituzione e, naturalmente, quella di pornografia.

Bettauer colpisce ancora... ma i nazisti non stanno a guardare 

Mentre i giornali cristiano-sociali alzavano i toni della polemica antiebraica augurando al “pornografo” la morte come giusta punizione del suo tentativo di sedurre la gioventù attraverso la pubblicazione di fogli peccaminosi, lo stesso Bettauer non se ne restava certo con le mani in mano. Beffando ancora una volta la censura, iniziò la stampa di un nuovo periodico chiamato orgogliosamente “Bettauers Wochensrift. Probleme des Lebens” (La rivista di Bettauer. Problemi di vita) che fece immediatamente propria la causa della legalizzazione dell’aborto. Mentre anche questa nuova iniziativa editoriale firmata Bettauer andava a gonfie vele, l’impegno sociale del grande giornalista viennese non si limitava certo alla carta stampata. Basti dire che, una volta alla settimana, il suo ufficio in Lange Gasse si apriva per il ricevimento di tutti coloro che, cercando assistenza, si rivolgevano a Bettauer non solo per questioni di carattere sessuale ma anche per i gravi problemi di disoccupazione e di carenza di alloggi che affliggevano Vienna. Per questa ragione, il 10 marzo del 1925, non fu difficile per Otto Rothstock, un odontotecnico venticinquenne, recarsi nella redazione della rivista e chiedere di poter parlare con “herr doktor”. Entrato nell’ufficiò di Bettauer, Rosthock tirò fuori la pistola sparando cinque colpi contro il giornalista. Poi, chiusa dall’interno la porta dello studio, aspettò semplicemente l’arrivo della polizia. Bettauer sarebbe morto dopo dieci giorni di agonia ma Rosthock aveva dalla sua parte Walter Riehl, avvocato nazista che assunse gratuitamente la difesa dell’imputato, trasformando il processo in una campagna antisemita e riuscendo ad ottenere, per l’omicida, il riconoscimento della semi-infermità mentale e una condanna a soli 18 mesi. D’altronde, quando venne chiesto a Rosthock: “Perché l’hai fatto?” L’imputato rispose solo: “Desideravo salvare i giovani dalle insidie tese loro da gente come Hugo Bettauer”.

Vienna, la città senza ebrei 

Hugo Bettauer, La città senza ebreiDopo i turchi e i protestanti, dunque, come insegna l’omicidio di Hugo Bettauer, furono gli ebrei ad incarnare la necessità viennese di avere un nemico da combattere, un demonio da annientare. Così, quella che, ancora negli anni ’20, sembrava solo una perniciosa fantasia, con l’annessione dell’Austria alla Germania (1938) diventava una tremenda realtà: la tremenda realtà di una città senza ebrei. Gli scritti di Bettauer, allora, dovettero suonare come tristemente profetici: ma quanti viennesi ricordarono quello che il loro concittadino scriveva già nel 1922 quando, per satireggiare il montante antisemitismo, veniva dato alle stampe il romanzo Die Stadt ohne Juden (La città senza ebrei)? Ispirato dalla lettura di alcuni graffiti razzisti letti in un bagno pubblico di Vienna, ne La città senza ebrei Bettauer costruisce l’utopia negativa di una Vienna dove un’ordinanza espelle, pena la morte, tutti i cittadini di “origine mosaica”. Partito dall’Austria anche l’ultimo ebreo, Vienna precipita rapidamente in un baratro di povertà e provincialismo: chiudono i teatri, falliscono le banche e le attività commerciali, la moda è ridotta al loden e agli scarponi chiodati mentre le belle fanciulle viennesi, ripensando ai loro galanti e audaci corteggiatori ebrei, illanguidiscono nel ricordo e si struggono di nostalgia. In breve, la cacciata degli ebrei, si trasforma nella rovina di Vienna fino al punto che imponenti sommosse popolari costringono il governo a tornare sui propri passi e a richiamare in patria tutti gli ebrei espulsi che, rientrando in città, verranno accolti con manifestazioni di giubilo e grandi feste. Se il sottotitolo originale del fortunato romanzo di Bettauer recitava “Un romanzo di dopodomani”, nella traduzione americana, più realisticamente, compariva la dicitura “un romanzo dei nostri tempi”. Tempi duri quelli che avrebbero aspettato l’Austria e il mondo intero, gli stessi che avrebbero consumato la tragedia della shoah e ridotto Vienna a una città stupida e di secondaria importanza. Una città che, ammazzati i pensatori illustri come Bettauer, costrinse alla fuga o alla morte oltre 180.000 israeliti, rinunciando al grande valore della differenza e privandosi delle intelligenze di uomini come Stefan Zweig, Joseph Roth, Gustav Mahler, Arthur Schnitzler, Ludwig Wittgenstein, Elias Canetti, Karl Krauss e Sigmund Freud... “Da questo autentico salasso di energie nei vari campi della medicina, della letteratura, delle arti figurative, della musica, dell’economia, del diritto,” osserva Luigi Reitani, Vienna non si è ancora ripresa.”
E intanto, oggi che un mondo nuovo reclama i diritti forgiati da una società che si configura come multietnica e pluriconfessionale, nei sinistri palazzi del potere viennese, già abitati da Haider e dagli uomini del suo FPO, cieco di fronte al passato, torna a risuonare contro tutti i presunti “diversi” un grido scellerato: “Resistere!”

postato da: armati alle ore 12:37 | link | commenti (1)
categorie: ospiti
giovedì, 24 gennaio 2008

Cristiano Armati e Sweeney Todd a Radio Fandango

Radio FandangoVenerdì 25 gennaio, alle 17, Cristiano Armati sarà ospite di Nicola Roumeliotis e Jonny Palomba, i conduttori di "Zero in condotta", contenitore di musica e cultura trasmesso da Radio Fandango. Tema della puntata, "Sweeney Todd. Il demoniaco barbiere di Fleet Street", leggenda metropolitana o storia vera?
Per scoprirlo non resta che sintonizzarsi sulle frequenze di Radio Fandango, on line all'indirizzo www.radiofandango.it
postato da: armati alle ore 16:02 | link | commenti (1)
categorie: sweeney todd

Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street

Sweeney Todd
Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street
A cura di Cristiano Armati
Newton Compton, 332 pp, 5 euro

Tra i segreti più paurosi di Londra si nasconde la storia di un misterioso assassino. Un uomo crudele e spietato di nome Sweeney Todd, un mostro capace di occultare le sue insane passioni dietro l'apparenza di una persona rispettabile e l'insegna di un'innocua bottega di barbiere in Fleet Street. Proprio qui diverse persone scomparse sono state viste per l'ultima volta: uomini e donne andati a ingrossare le fila dei fantasmi dopo aver incontrato Sweeney Todd e il suo rasoio micidiale. Più crudele di Jack lo squartatore e più folle di Mr. Hyde, Sweeney Todd non uccide in preda a un impulso efferato o agli effetti indesiderati di un farmaco velenoso ma, con fredda determinazione, toglie la vita al prossimo per soddisfare la sua sete di sangue e per adempiere a un terrificante rituale: dopo aver smembrato il corpo delle vittime a colpi di rasoio, il barbiere di Fleet Street consegna i resti di chi ha ucciso a una complice che provvede a farne gli ingredienti principali di dolci prelibati. Capolavoro della letteratura gotica, "Sweeney Todd, con le sue gesta sanguinarie, ha anticipato il "Dracula" di Stocker e il "Frankestein" di Mary Shelley, aggredendo le ipocrite convenzioni della letteratura e della società vittoriana.
postato da: armati alle ore 14:27 | link | commenti (8)
categorie: sweeney todd, aa libri curati o partecipati
martedì, 22 gennaio 2008

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita di Ilaria Beltramme

Tutti i romanzi portano a... Roma

101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita

Che cosa hanno in comune le rovine del Palatino e le sedie impagliate di una latteria d’epoca? E cosa unisce il sapore unico della pajata al profumo conturbante dei roseti in piena fioritura? L’eternità della capitale è il filo rosso che si srotola passo dopo passo, colle dopo colle, secolo dopo secolo abbracciando i mille volti della città, i suoi monumenti più noti, ma anche i luoghi segreti e gli angoli in cui una storia imponente svela la ricchezza di tutti i suoi anni. I centouno itinerari che in questo libro tentano di raccontare Roma invitano ad attraversare la Città Eterna passando dai capolavori di Caravaggio alle periferie raccontate da Pier Paolo Pasolini; dalla contemplazione delle architetture barocche alla degustazione dei piatti più antichi della tradizione; dalle testimonianze dell’epoca imperiale ai suoi mercati più colorati e rappresentativi. È una Roma, questa, da scovare nel grande e nel piccolo, fra i fasti di una nobiltà antichissima così come nella memoria e fra le vie appartenute al suo popolo sovrano. Una Roma immortale da conoscere in centouno mosse. Centouno passeggiate e altrettante esperienze che bisognerebbe proprio fare almeno una volta nella vita

 

Ilaria Beltramme è nata a Roma nel 1975. Appassionata di storia dell’arte, ha tradotto diversi romanzi a fumetti e ha curato libri dedicati al tempo libero.

Ilaria Beltramme
101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita
Collana "101" - Newton Compton
336 pp - 13,90 euro

postato da: armati alle ore 09:09 | link | commenti (2)
categorie: aaa libri editati
lunedì, 21 gennaio 2008

Tim Burton, Johnny Deep e un barbiere chiamato Sweeney Todd

Il Venerdì
Su "Il Venerdì di Repubblica" del 18 gennaio 2007, lunga intervista a Tim Burton incentrata sul suo ultimo film: "Sweeney Tood. Il diabolico barbiere di Fleet Street". Tratto da un musical prodotto negli anni Ottanta, il protagonista del film di Tim Burton nasce alla fine del Settecento e, nella storia della letteratura, si afferma come primo mass-murder della storia contemporanea, il primo che, nei romanzi, non uccide né per vendetta né perché colpito da un'oscura maledizione ma soltanto per soddisfare la sua inestinguibile sete di denaro. Sweeney Todd, in buona sostanza, è un'allegoria del capitalismo moderno: portatore di un messaggio inquietante tutto sommato ignorato dall'adattamento cinematografico di Tim Burton e dall'interpretazione di Johnny Depp. Tutti i particolari sugli efferati omicidi di Sweeney Todd in un articolo scritto da Cristiano Armati e ospitato in questo numero de "Il Venerdì"... e prestissimo, naturalmente, anche su questo blog!

Sweeney Todd

postato da: armati alle ore 10:16 | link | commenti
categorie: rassegna stampa, sweeney todd
martedì, 15 gennaio 2008

Siate realisti, chiedete l'impossibile: Miguel Angel Martin presenta "Bitch"

Michel Angel Martin a Roma
Sabato 19 gennaio debutta la casa editrice Purple Press con la presentazione in anteprima del volume a fumetti BITCH dell'autore spagnolo MIGUEL ANGEL MARTIN. La presentazione si aprirà alle 18 presso la Mondo Bizzarro Gallery di Roma (via Reggio Emilia 32), che per l'occasione allestirà una mostra con gli originali del fumetto. L'autore sarà presente per incontrare il pubblico e impreziosire con un suo disegno le copie del libro.

Miguel Agel Martin
postato da: armati alle ore 16:05 | link | commenti (1)
categorie: purple press
venerdì, 11 gennaio 2008

Momenti come questi

A un certo punto conoscevo più gente a Londra che dove sono nato, tutti erano venuti ad abitare qui. Quelli che la madre ancora controllava tutte le mattine se si erano messi la maglia della salute (lana fuori, cotone sulla pelle), li mettevi a Londra e riuscivano addirittura ad andare a vivere da soli. Per tirare aventi si andava a lavorare. Al MacDuck, per esempio, tre sterline l’ora. I MacDuck sono incredibili. Quelli che lavorano alle casse sono la zona grigia, gente che ha fatto carriera: i manager sono sempre a caccia di pompini, qualche ragazza carina cede, il giorno dopo la vedi col cravattino pieno zeppo di spillette che coordina il lavoro delle friggitrici pneumatiche.
Stare alle casse è un lavoro prestigioso, altro che pulire i cessi. Anche se in realtà al MacDuck non è che si puliscono i cessi: si tengono sotto controllo i picchi igienici. Oppure si supervisiona il ciclo di cottura, si analizza lo stato della rimozione delle briciole di pane dai tavolini, si misura il livello di saturazione dell’olio fritto. Al MacDuck ogni ruolo ha un nome, che rimanda a un’attività, che identifica una funzione aziendale: gestore del grill, sergente della patata, supervisore della salsa country, addetto comfort visitatori. Tutti hanno un capo, ognuno è capo di almeno un altro, te la fanno sentire dura la carota del potere prima di bastonarti.
A molti piace stare da MacDuck, non intendo venirci a mangiare come clienti ma stare lì, lavorare, impegnarsi in un progetto che unisce migliaia di persone in tutto il mondo, prefissarsi un obbiettivo di produzione e aggiungersi una spilletta sul cravattino quando viene raggiunto, collaborare ai controlli dei processi di approvvigionamento della carta da culo nelle apposite vaschette, essere parte di un meccanismo perfetto che ha come fine ultimo, in un certo senso, l’ordine.
Dalla carta da culo alla verifica della customer satisfaction, fino alla direzione del locale e, se tutto va bene, un viaggio premio in California per fare visita alla casa madre e ritirare il premio per il ristorante dell’anno. È una specie di religione, inutile stare troppo a discutere.
Chi trovava lavoro in un pub credeva fosse fico spillare birra dodici ore al giorno. Invece è una gran rottura di palle, come qualunque altra cosa che va fatta in cambio di denaro.
Un altro posto sempre in cerca di camerieri sono le catene di ristoranti tipo Pizza Auchtung!, qui, la prima cosa che ti fanno fare, è stare a girare la manovella della macchina fabbrica-pizze.
Negli alberghi ti danno centoventi sterline a settimana più vitto e alloggio, i turni ti rendono nevrastenico ma almeno ci sono le turiste da rimorchiare. Altrimenti ci sono i negozi: di dischi, di fotografia, di mobili usati, di stronzate. Oppure i negozi di abbigliamento degli hippie, dei dark, dei metallari: Carnaby Street, Portobello Road, Camden Town, Kensington Market. I padroni sono soprattutto mussulmani, sopra la cassa tengono la fotografia tridimensionale di La Mecca, completa di orologio al quarzo e calendario, incorniciata da lucine rosa e gialle a intermittenza. Quando è sabato accendono gli incensi, mettono musica orientale e aprono i negozi. Sanno trattare i loro affari, conoscono bene i propri clienti: punk, dark, fricchettoni vari, tutti tossici di pantaloni in pelle, giubbotti con le borchie e di magliette con il logo della band del momento.
In questi negozi si possono guadagnare tre, quattro sterline l’ora, di più se sei bravo a vendere a prezzi alti a turisti ingenui la roba stipata da anni nel magazzino. La ragazzetta che per un generoso extra prende in considerazione l’idea si sentirsi sbattere tra le cosce la panza del padrone viene portata al ripostiglio del piano di sopra e, su una balla di jeans con le frange che vengono dalla Corea, apre le gambe ed è accontentata. «È per momenti come questi,» pensa il padrone che si allaccia la cintura mentre si asciuga il sudore della fronte con il dorso della mano, «che vale la pena di lavorare».

(Cristiano Armati - tratto da Rospi acidi e baci con la lingua, Coniglio Editore)

postato da: armati alle ore 14:49 | link | commenti (7)
categorie: racconti di vita

Armati su Terranullius.it

Quelle in arte povera sono fatte a mano, in puro massello di legno. Quelle in stile orientale sono calde e cariche di atmosfera. Katia sfogliava il catalogo del Super Magazzino del Mobile. Accanto a lei, sul divano, c’è Simone. Fidanzati da sette anni, da tre pagano il mutuo di casa e tra poco si sposano...

Inizia così Morire e pagare. Sposarsi in Italia oggi, già pubblicato su questo blog e ora, grazie all'iniziativa di Luca Moretti, presente tra le pagine di Terranullius.it; Atelier di scritture a sorgente libera che, dopo quattro anni di permanenza sulla rete, è diventato un punto di riferimento per i cultori dell'open source.

TerranulliusL'invito come al solito è quello di tributargli una visita: dietro Terranullius c'è una comunità molto attenta ai fermenti letterari contemporanei ed estremamente ben disposta nei confronti delle proposte di collaborazione.
postato da: armati alle ore 09:11 | link | commenti
categorie: segnalazioni