I libri, i reading, le poesie e gli articoli di (e su) Cristiano Armati
A partire dal primo luglio 2008, presso il Cassero di Castel San Pietro Terme (Bologna), parte il Salotto Post Litteram ESTATE, rassegna letteraria di Arterìa in collaborazione con la libreria Atlantide.
Si tratta della continuazione ideale di un progetto letterario che da Gennaio a Maggio
Salotto post litteram ESTATE potrà contare sulla presenza e i libri di Stefano Tassinari, Grazia Verasani, Michele Vaccari, Compagnia Fantasma, Francesca Mazzucato, Caterina Cavina, Wu Ming 4, Gianluca Morozzi, Kai Zen, Valerio Evangelisti, Marcello Fois, Cristiano Ferrarese, Barbara Baraldi, Elisabetta Pasquali, Cristiano Armati, Eliselle, Francesca Genti, Alessandro Berselli, Vanni Santoni, Giuseppe Signorin, Alcide Pierantozzi e tanti altri. Ampio spazio sarà riservato alla piccola editoria, al fumetto, alle riviste indipendenti e all'editoria per ragazzi.
Su "Tuttolibri" di sabato scorso, un articolo intitolato Morire giovani e forti di rosa e di fantasy firmato da Giorgia Grilli impugna la clava per scagliarsi contro un gruppo di giovani autori e i loro editori. Tra i libri incriminati, Destinazione Tokio Hotel (Mondadori) di Dorotea de Spirito,16anni; I regni di Calaspia (Mondadori) di Suresh e Jyoti Guptara, due gemelli angloindiani che hanno iniziato a scriverlo a 15 anni; La prima volta che ti ho rivisto (Fanucci), di Lorena Spampinato, 18 anni; Love is Forever (Falzea), di Ilaria Marullo, 16 anni; Eroi del Crepuscolo (Einaudi Stile Libero), di Chiara Strazzulla,17anni; e Federico Ghirardi, 17 anni, autore di Bryan di Boscoquieto (Newton Compton).
Si dice che sia difficile vendere il ghiaccio ai pinguini, ma che dire della possibilità di smerciare libri in grande quantità in una zona dell’Africa occidentale dove è incredibilmente alto il numero di analfabeti?
Secondo recenti statistiche, nelle campagne del Mali, dove le imponenti rive del fiume Niger si allontanano fino ad arrendersi alla sabbia rossa del deserto, il numero di persone che non hanno mai imparato né a leggere né a scrivere sia pari o superiore all’80% dell’intera popolazione. Il dato scoraggia i teofori dell’allitterazione di massa, gli irriducibili sostenitori della tesi che la cultura (un po’ come la democrazia) sia un bene talmente prezioso da meritare sempre e comunque di essere esportato… Senza perdersi in oziose questioni di relativismo culturale, la disarmante percentuale di illetterati maliani non turba affatto la determinazione dei locali commercianti di libri che, nei mercati dell’altopiano Dogon o nelle zone in cui transitano le carovane dei pastori Peul, si limitano a stendere sulla terra i loro lenzuoli colorati per mettere in bella mostra, insieme alle sigarette, ai coltelli da caccia, alle batterie per le radioline e le torce, imponenti pile di… libri!
Si ha a che fare, normalmente, di fascicoli spillati, rilegati con eleganti copertine colorate e, con una cura filologica almeno apparentemente inspiegabile, stampati in francese ma sempre con il testo arabo a fronte. Il contenuto di questi volumetti, assolutamente popolari, ha a che fare con il Libro sacro della religione islamica: il Corano. Si tratta, in modo particolare, dell’affascinante elenco dei tradizionali Novantanove nomi con i quali, nei momenti di preghiera, il fedele può invocare su di sé la benedizione e la protezione di Dio. Data la natura del Testo, appare chiaro che gli eleganti svolazzi dei calligrafi di Medina e La Mecca sono fondamentali per convincere la massa di potenziali acquirenti che quelle pagine rappresentino davvero il Libro Benedetto. Un dettaglio assolutamente decisivo visto che l’acquisto di una copia, nella stragrande maggioranza dei casi, non servirà a placare una sete di sapere di tipo occidentale ma, violando l’ortodossia islamica, sarà utile per confezionare amuleti e per preparare decotti: oggetti da indossare o pozioni da bere, dunque, non “semplicemente” libri da leggere. Per i tipografi di Bamako un motivo in più per svolgere a regola d’arte il proprio lavoro. Perché tutto si può leggere, non c’è dubbio. Ma solo ciò che è buono da pensare è buono anche da mangiare!
(Cristiano Armati. Editoriale del primo numero di Purple Magazine, rivista di teorie e pratiche cartotecniche ed editoriali disponibile in tutte le fumetterie e, attraverso Internet, ordinabile grazie al sito Purplepress.it)
Come sono nate la tua passione per l'editoria e in particolare l'idea per questo progetto?
Chi sono i responsabili e i collaboratori di questa nuova casa editrice e da quali esperienze arrivano?
Voi fornite servizi alle case editrici. Qual è la vostra offerta a riguardo?
Come avete scelto i titoli per i libri di vostra pubblicazione?
Ospite di Cinzia Tani, intorno all'1 di notte del 18 giugno, Cristiano Armati interverrà nella trasmissione "La Mezzanotte di Radio2 - I colori della notte". Tema della serata, naturalmente, il colore giallo: un'occasione per parlare di "Roma criminale", "Italia criminale" ma anche del prossimo CUORI ROSSI, in uscita nel mese di novembre. Stay Tuned!

L’oscura morte di Roberto Calvi, ritrovato impiccato sotto il ponte dei Frati Neri, a Londra, è il culmine di una storia criminale che non ha precedenti nella cronaca nera europea. Frutto amaro degli intrighi e delle cospirazioni illegali che hanno regolato e regolano la vita politica italiana, la vicenda di cui Calvi è stato vittima e protagonista al tempo stesso coinvolge una galleria di personaggi talmente ambigui e pericolosi – dalla mafia all’Opus Dei passando per i servizi segreti italiani, inglesi e americani – da far impallidire i protagonisti de Il codice Da Vinci, coinvolgendo faccendieri, criminali comuni, alti prelati e parlamentari in una speculazione in grado di seminare terrore in tutto il mondo. Il giornalista investigativo Philip Willan, dopo anni di difficili indagini e grazie all’attento esame delle fonti giudiziarie, riesce a penetrare nei misteri che avvolgono gli ultimi giorni di vita di Roberto Calvi, gettando nuova luce sui meccanismi della guerra fredda e sul funzionamento di un apparato disposto a uccidere pur di ostacolare la crescita dei partiti e movimenti di sinistra in Occidente. Così, sulla morte di Calvi si proietta l’ombra della loggia massonica P2: il governo-ombra di una nazione dominata da poteri occulti capaci di stravolgere i meccanismi che regolano la vita sociale e di attentare pericolosamente alla stessa democrazia.
Giornalista free-lance, Philip Willan scrive per diversi giornali inglesi e, con le sue indagini, ha dato un contributo fondamentale alla redazione dei best-seller In nome di Dio (Napoli 1992), scritto da David A. Yallop e dedicato alla misteriosa morte di papa Luciani e La grande truffa (Milano 1993) di Charles Raw, sul crack del Banco Ambrosiano. Tra le sue pubblicazioni, il volume I burattinai. Stragi e complotti in Italia (Napoli 1993). Vive a Roma da oltre vent’anni e collabora con il settimanale «Internazionale». Il suo sito internet è www.philipwillan.com
| «CON OGNI MEZZO NECESSARIO»: IL VIAGGIO DI UN GIOVANE RIBELLE NEL CUORE DI UN’AMERICA ISLAMICA E PUNK ![]() |
| Cosa c'è nella mente di un ventiseienne americano bianco che a quindici anni si è convertito all'islamismo dopo aver letto la biografia di Malcom X e a diciassette è andato a studiare a Islamabad? Di sicuro la sensazione di non sentirsi a proprio agio in nessun posto... È anche per questo che il giovane Michael decide di imbarcarsi, usando «ogni mezzo necessario», in un avventuroso viaggio sulle tracce del fondatore della Nazione dell'Islam, per risalire alle radici della sua nuova identità. Compagni di viaggio di quest'avventura senza precedenti, ecco che al fianco di Muhammad fanno la loro comparsa femministe islamiche, maestri Sufi anarchici e bizzarri membri di sette musulmane. Figure memorabili che, grazie al talento narrativo di Michael Muhammad Knight, diventano i protagonisti di un'avvincente racconto di formazione dedicato all'America musulmana e punk. |
| Michael Muhammad Knight, classe 1977, si definisce scrittore americano islamico progressista. Si è convertito all’Islam all’età di quindici anni dopo aver letto l’autobiografia di Malcolm X, ma tra le sue influenze giovanili spicca anche il rap dei Public Enemy. Ha studiato l’Islam in Pakistan prima di tornare negli Stati Uniti. Ha scritto diversi libri tra cui Islampunk, pubblicato in Italia dalla Newton Compton. Michael Muhammad Knight Il diavolo dagli occhi blu Newton Compton - collana Vertigo 400 pp - 9,90 euro |
Roma Criminale edito dalla Newton Compton è un libro che affascina e colpisce il lettore sin dalle prime battute, introducendo nelle storie di cronaca nera che nel tempo hanno caratterizzato la città eterna. Roma, vista in epoche passate fino a giungere ai giorni nostri è stata l'epicentro di numerosi crimini, come se un male oscuro, si fosse annidato dal suo nasce; il primo di una lunga serie di assassini fu quello di Remo per mano di Romolo, ma anche nei successivi secoli i fatti di sangue hanno segnato la vita della capitale.
Roma Criminale nasce dall'idea di due giovani autori romani Cristiano Armati e Yari Selvetella che ripercorro a ritroso i retroscena di cronaca ricostruendo le vicende in modo cronologico, utilizzando foto ed articoli di giornali, facendo riferimenti e paragonando tra loro i diversi casi, che pagina dopo pagina delineano in modo distaccato e analitico. Alcune vicende sono semi - sconosciute a buona parte del pubblico, in quanto si fa riferimento a crimini dei primi anni del novecento, altri sono piu recenti, altri ancora piu eclatanti tanto da rimanere ben scolpiti nelle memoria delle persone che ne hanno seguito le tragiche vicende. La lunga carrellata di crimini spazia nel tempo, dall'età umbertina, agli assassini della Roma bene della "dolce vita" di via Veneto, al brutale assassino di Pasolini a l'idroscalo di Ostia, per giungere alle sanguinose lotte della banda della Magliana, fino ai tumultuosi anni 70 con l'omicidio del ex presidente del Dc Aldo Moro per arrivare a piangere la morte di Marta Russo all'università la Sapienza di Roma e rimanere attoniti di fronte all'omicidio D'Antona.
Il mistero che la fa da padrona nella maggior parte delle storie si mescola alla curiosità di chi segue sui rotocalchi ogni nuova evoluzione dell'indagini, l'opinione pubblica è un personaggio attivo, il suo parere condiziona la riapertura di casi che altrimenti sarebbero destinati, per insufficienza di prove a cadere nel dimenticatoio. Il popolo romano diventa il primo attore, la sua esperienza nella vita di tutti i giorni lo incorona "giudice" che dall'alto della propria "saggezza" assolve o giudica colpevole. Uno dei casi efferati che toccano nel vivo la sensibilità del lettore è "il massacro del Circeo" dove in un villetta del litorale Pontino nel 1975 due giovani donne furono vittime della piu atroci sevizie ad opera di tre ragazzi tutti gravitanti negli ambienti neofascisti della capitale, questa come altre vicende sarà destinata a non chiudersi definitivamente ed a riallacciarsi nel corso degli anni ad altri tragici episodi di terrorismo e mafia.
Roma Criminale, colpisce per la sua concreta rassegnazione di fronte la ferocia insita nella natura umana, l'istinto di prevaricazione non è il prodotto di una società che si evolve ne, tanto meno di una lenta degenerazione, ma rispecchia solo un lato oscuro ed nevrotico della natura umana che talvolta degenera nel sangue e si piega di fronte all'istinto piu bestiale.