I libri, i reading, le poesie e gli articoli di (e su) Cristiano Armati
Condotto da Gianluca Neri e laLaura, "Scatole cinesi" è il contenitore estivo di Radio2: musica, notizie, varia umanità e, nella puntata del 25 agosto, anche Cristiano Armati e Mao Tse-Tung. Il motivo dell'ospitata? Semplice, grazie alla complicità dell'inviato William Beccaro, parlare della riedizione di uno dei libri più venduti della storia mondiale dell'editoria, "Il libretto rosso di Mao", recentemente ripubblicato dalla Newton Compton nella collana Tascabili Deluxe con prefazione di Federico Rampini e un clamoroso successo di vendite: diecimila copie in un paio di mesi e un interesse di pubblico & critica che dovrebbe far riflettere sulla necessità - oggi come sempre - di disporre di strumenti critici con cui valutare - e magari cambiare - la società in cui viviamo ma in cui, molto più spesso, semplicemente sopravviviamo... sotto, il file audio dell'intervista:
(William Beccaro di "Scatole cinesi" con Cristiano Armati nella sede della Newton Compton)Sarei stato capace di amarti
come i tuoi occhi
azzurro verde lago
come il tuo animo
mutevole e sfuggente
e la tua vita,
con il dente avvelenato.
Sarei stato capace di amarti
come il mare dentro i tuoi capelli
agitato, tutte le volte che ti sveglio
tutte le volte
ti sveglio per mangiarti meglio.
Sarei stato capace di amarti
e non credo che avrei sbagliato strada
perché avrei seguito le tue gambe
come il sole segue la giornata.
Al tramonto, sì
avrei pregato
e parlato linguee dialetti mai sentiti,
avrei smosso popoli e culture,
per entrare nelle tue nature
sarei salito dove salgono i tuoi monti
e sceso, dove scendono i tuoi fiumi
dove, certo, mi sarei nascosto
per non nascondere anche a te le mie paure.
Sarei stato capace di amarti
anche adesso che è tutto finito
continuando a cercarti mentre crollo
tra la rete del mio letto e il comodino
è per questo che stasera bevo vino,
nel bicchiere vedo una scintilla
che al mattino è una bambina maltrattata:
il papà le ha regalato una capretta
ma la matrigna la capretta l’ha sgozzata.
Sarei stato capace di amarti
perché non credo alle favole, lo vedi?
Le favole… me le racconti quando hai sete
ma soltanto se per bere tu ti butti
su quella fonte che conosci, senza dubbi.
Sarei stato capace di amarti
come adesso, pensandoti per gioco:
giocando con la lingua e con il sesso
per non spegnere il calore del tuo fuoco.
Così mi spiace usare la sinistra…
per un ricordo di appena tre minuti
ma la carta si bagna e si consuma
come i nostri tempi, ormai perduti.
Scusa ho brivido… ma ecco, adesso passa
la matita, però, quella mi casca
e la rima esplode
come pioggia bianca…
Sarei stato capace di amarti
ma ormai non ha importanza
perdonami se ti mando una poesia
scritta di notte
con la mano stanca.