lunedì, 27 ottobre 2008

Cuori rossi sui muri di San Lorenzo (Roma)

Cuori rossi sui muri di San Lorenzo #1
Cuori rossi sui muri di San Lorenzo #2
postato da: armati alle ore 09:14 | link | commenti (2)
categorie: audio video foto, cuori rossi
domenica, 26 ottobre 2008

Gli eterni anni di piombo. Vita e morti dei Cuori rossi

Cuori rossiCristiano Armati racconta le storie dei militanti della sinistra uccisi dal dopoguerra in poi
Dalla strage di Portella della Ginestra a Valerio Verbano. Da Giuseppe Impastato al G8
Gli eterni anni di piombo vita e morte dei "cuori rossi"


ROMA - "Tutti gli anni sono di piombo". Con la loro scia di sangue che parte nel 1944 con la strage del pane a Palermo, passa per gli anni '70 e arriva ai giorni nostri. Si chiama Cuori rossi il libro scritto da Cristiano Armati (Newton Compton. 473 pagine. euro 16,90). Quasi cinquecento pagine per raccontare "la terza guerra civile italiana", le storie delle tante vittime con il cuore che batteva a sinistra. Un libro che è un'esplicita risposta a quel Cuori neri uscito un anno fa che parlava dei morti di destra degli anni '70.
Armati però va oltre. Non circoscrive il periodo. Parte da lontano, con la strage di Portella della Ginestra e quella della Fonderia Riunite a Modena nel 1950. Braccianti e operai massacrati mentre rivendicavano i loro diritti. Vittime, loro come quelli che verranno in seguito, "della violenza fascista e di una violenza a cui nemmeno le forze dell'ordine possono dirsi estranee". Armati ripercorre le vite, spezzate, di tanti militanti o simpatizzanti della sinistra uccisi dai neofascisti o dalla polizia. Li lega tra di loro, come protagonisti di un'unica trama che si svolge negli anni. Ciò che viene fuori, però, non è un'enciclopedia, una semplice raccolta cronologica di fatti di sangue. E' piuttosto il tentativo di spiegare quella "terza guerra civile italiana", un conflitto "a bassa intensità", in cui si sono intrecciati (e per Armati si intrecciano ancora), "eserciti clandestini, servizi segreti deviati, collusioni con la criminalità, per intimidire e spesso uccidere pensieri scomodi e persone ritenute pericolose".
Come Alceste Campanile, Peppino Impastato, Fausto e Iaio a Milano e Valerio Verbano freddato davanti agli occhi dei genitori a Roma. E ancora la mattanza del G8, il corpo di Carlo Giuliani riverso in una pozza di sangue. Auro Bruni che muore nell'incendio del centro sociale Corto Circuito a Roma. E Federico Aldrovandi per la cui morte sono sotto processo alcuni poliziotti.
E si arriva così ai giorni nostri con la storia di Renato Biagetti, ucciso a coltellate a Roma al termine di un concerto di un centro sociale. E alle recentissime aggressioni organizzate dai militanti dell'estrema destra a Roma e a Verona.
E così, c'è anche spazio per chiedersi, come fa l'autore, se la morte di ragazzi come Luca Rossi, Francesco Lorusso o Giorgiana Masi, uccisi da "pallottole vaganti" può essere spiegata davvero come una tragica fatalità o se ci sia altro. Magari quella guerra non dichiarata ma spietata che ha lasciato sul terreno decine di cuori rossi. Spezzati.

(Matteo Tonelli - Repubblica.it)
postato da: armati alle ore 21:31 | link | commenti (7)
categorie: recensioni, rassegna stampa, cuori rossi
venerdì, 24 ottobre 2008

Microlit Book Party

SABATO 25 OTTOBRE 2008 - ORE 19
TUMA'S BAR (Via dei Sabelli 17 - San Lorenzo - Roma)

MICROLIT presenta

MICROLIT BOOK PARTY

Letture di ARMATI - BORGHESE - IERVOLINO - MANDRACCHIA - MORGANTE - MORETTI

A seguire: Djset by R. Cola - Legolive by A. Bruno

Minimal Book Party
Vuoi sapere cosa trova il Mandracchia frugando sempre più in basso, che faccia ha Culo di gomma nella sceneggiatura di Morgante, in che maniera il Moretti ha ucciso il suo editore, come si cucina un ragù di capra alla Bufi.  Vuoi passeggiare tra i corridoi dell’hotel Borghese, tra i risvegli mattutini di Armati, gli alieni di Gardella e la storia d’amore tra Muccino e il suo cane.
Dopo i fasti del Pisa Book Festival (molestie, reading abusivi sugli autobus, ubriachezze, sconcerie) si tenta con la capitale: reading, disegni, musica e minchiate tante minchiate. Tutto questo per la collana di narrativa minimale MICROLIT curata da TerraNullius (leggi Luca Moretti) per la 18:30 edizioni. E' richiesta la cravatta. Tagliata.

LA SCRiTTURA MINIMALE RICONSEGNA AL LETTORE LA SUA IMMAGINAZIONE. SE GLI ALTRI SONO POLVERE NOI SAREMO BENZINA.
postato da: armati alle ore 23:36 | link | commenti
categorie: reading presentazioni e festival

Una mattina mi son svegliato

Una mattina mi son svegliato

Cristiano Armati
Una mattina mi son svegliato
18 e 30 Edizioni - Collana Microlit
16 pp. - 2 euro 
postato da: armati alle ore 23:28 | link | commenti
categorie: a libri scritti
lunedì, 20 ottobre 2008

Roma: Cristiano Armati presenta Cuori Rossi

VENERDI 24 OTTOBRE - ORE 18,30
IL BAFFO DELLA GIOCONDA - Via degli Aurunci 3 / San Lorenzo (Roma)

Cristiano Armati presenta CUORI ROSSI

Interviene Dario Morgante (autore de "La compagna P38")

A cura dei collettivi Militant e Senza Tregua (Roma)

Cuori rossi
postato da: armati alle ore 10:49 | link | commenti (1)
categorie: cuori rossi, reading presentazioni e festival

Armati a Bologna

GIOVEDI 23 OTTOBRE 2008 - ORE 19.30
ZAMMU' - Via Saragozza 32 (BOLOGNA)


CRISTIANO ARMATI presenta CUORI ROSSI

a seguire

TUTTA ROBBA RUBBATA A MILANO: Reading per bouzuki & voce sola featuring ROMANO PASQUINI
Tra John Giorno e la tradizione dell'ottava rima, trenta minuti di amore, lotta e disperata periferia

Alfabeto letterario
postato da: armati alle ore 10:08 | link | commenti
categorie: cuori rossi, reading presentazioni e festival
lunedì, 13 ottobre 2008

Cuori rossi: "Finalmente qualcuno che non soffre del pudore per l'estremismo che ammorba questi tempi grigi"

Cuori rossi19 ottobre 1944: un corteo spontaneo di dipendenti comunali palermitani che protestano perché sia esteso anche a loro il recente aumento di stipendio concesso ai dipendenti statali per fronteggiare la crisi alimentare viene accolto a colpi di fucile e bombe a mano dal 139esimo reggimento Fanteria dell'esercito. Sul selciato rimangono ventiquattro cadaveri innocenti.
10 gennaio 1950: una manifestazione di protesta alle Acciaierie, Ferrerie & Fonderie di Modena contro la vergognosa condotta del titolare dell'azienda - che il giorno prima ha licenziato in blocco tutti i suoi 565 dipendenti per poi offrire di riassumere solo i 250 ritenuti non 'politicizzati' - viene stroncata da assalti (e agguati) della polizia a colpi di fucile, pistola e manganello. Gli operai morti sono sei.
27 aprile 1966: il 19enne Paolo Rossi, 'reo' di distribuire volantini dell'Unione Goliardica Italiana, un'organizzazione studentesca di sinistra moderata, viene picchiato e gettato da una scalinata dell'Università La Sapienza di Roma da attivisti di estrema destra. Muore.
11 marzo 1977: una protesta studentesca contro l'aumento delle tasse d'iscrizione all'Università di Bologna degenera in rissa, e il Rettore chiama i Carabinieri che, a bordo di jeep, disperdono il drappello di studenti sparando ad altezza d'uomo. Una pallottola spacca il cuore di Francesco Lorusso, venticinque anni. La città precipita nel caos.
25 settembre 2005: il diciottenne ferrarese Federico Aldrovandi passa la serata in un centro sociale tra musica, alcol e droghe. Nel cuore della notte, una signora chiama il 113 perché “in strada un ragazzo canta”. Interviene una volante, e dopo alcuni minuti Federico giace a terra in una pozza di sangue, massacrato a manganellate. Il capopattuglia, in una conversazione con la Centrale, afferma “L’abbiamo bastonato di brutto”. Il caso, inizialmente messo a tacere dalle autorità, esplode per la disperata opera di denuncia da parte della madre del ragazzo trucidato…
Sono solo cinque delle tante storie di cuori rossi spezzati dalla violenza e dalla sopraffazione che Cristiano Armati, dopo il successo travolgente dei suoi docunoir "Roma criminale" (scritto in collaborazione con Yari Selvetella) e "Italia criminale" ci racconta mettendo stavolta in gioco l'emozione e l'idealità oltre all'erudizione giornalistica mentre cerca di dipanare un filo rosso che dall'immediato dopoguerra arriva fino ai giorni nostri, un filo rosso come il sangue di decine di persone cadute in quella che l'autore definisce senza nascondersi dietro a un dito 'la terza guerra civile italiana': “Un conflitto a bassa intensità, direbbero gli strateghi della CIA, che ha usato le armi non convenzionali delle automobili sabotate, dei candelotti lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo, degli eserciti clandestini, dei servizi segreti deviati e delle collusioni con la criminalità politica e mafiosa per aggredire, intimidire e spesso uccidere pensieri scomodi, modi di essere alternativi e persone ritenute pericolose”. Persone che qui non sono soltanto nomi o numeri, come spesso accade nella pubblicistica di questo genere, ma vengono anzi presentate nella loro umanità, nella loro quotidianità, nella loro fragilità. Armati racconta le storie quindi, più che la storia. E sembra dire: questi siamo noi, ecco la nostra famiglia, ecco i nostri morti, in risposta anche all'operazione editoriale di Luca Telese col suo Cuori neri. Studenti, contadini, operai caduti sotto i colpi della violenza fascista o di presunti tutori dell'ordine in preda a una faziosa violenza omicida. Una violenza spacciata come episodica, casuale, nata e morta nel territorio ristretto delle scelte (seppure scellerate) individuali, ma che analizzata sul lungo periodo e valutata nel suo complesso mostra le inquietanti simmetrie di un disegno generale, la coerenza e la logica perversa di una strategia. Forzature, dirà qualcuno. Teoria del complotto, aggiungeranno altri. Voglia di denuncia, sdegno e sacrosanta incazzatura, diciamo noi. Finalmente qualcuno che non soffre del pudore per l'estremismo che ammorba questi tempi grigi.

(David Frati - Mangialibri.com)
postato da: armati alle ore 13:34 | link | commenti (6)
categorie: recensioni, cuori rossi
sabato, 11 ottobre 2008

Tutti gli anni sono di piombo. Dalla memoria degli anni Settanta alla cronaca della Terza guerra civile italiana

Il 9 ottobre scorso ero alla Feltrinelli di Galleria Sordi, a Roma, per la presentazione "ufficiale" di "Cuori rossi". Fortunatamente la sala dedicata era piuttosto affollata e, grazie agli interventi dei relatori David Frati e Yari Selvetella, il dibattito procedeva animato e, spero, niente affatto noioso. Dal pubblico, come di rito, si sono levate diverse domande sui contenuti del libro e, inevitabilmente, sulle sue similitudini con "Cuori neri" di Luca Telese rispetto al quale, come ho scritto anche nell'introduzione, "Cuori rossi" è una risposta.
Tornando a casa, la questione Cuori neri/Cuori rossi mi veniva riproposta attraverso un particolare commento al post dedicato alla presentazione di Galleria Sordi. L'autore di questo commento è Francesco "Baro" Barilli, coordinatore del prezioso sito Reti-invisibili.net nonché curatore, insieme a Sergio Sinigaglia, di "La piuma e la montagna. Storie degli anni 70", pubblicato in questi giorni da Manifestolibri.
Invito tutti coloro che fossero interessati alla storia e alla memoria dell'Italia contemporanea a leggere questo libro: una preziosa raccolta di testimonianze di familiari di alcune vittime di sinistra dei cosidetti "anni di piombo": tuttavia voglio approfittare del "gioco" - proposto anche da Barilli - delle analogie e delle differenze tra "Cuori rossi" e "Cuori neri" da una parte e "Cuori rossi" e "La piuma e la montagna" dall'altra per avanzare alcune riflessioni di portata più generale.
Per quanto riguarda "Cuori rossi" e "Cuori neri", le analogie riguardano prima di tutto il libro. Ed è vero, come ripeto, che "Cuori rossi" è stato scritto ANCHE per ampliare la prospettiva dell'importante lavoro di Luca Telese. Ma sta proprio nel senso di tale "ampliamento" - e non, banalmente, dell'occuparsi delle vittime "rosse" piuttosto che "nere" - la più importante e sostanziale differenza tra i due libri. "Cuori rossi", come ho avuto modi di scrivere in un altro post, raccoglie le storie "di chi ha pagato con la vita il prezzo delle proprie idee" DAL 1944 AL 2008!
E' chiaro, quindi, che in un contesto così allargato il periodo comunemente attribuito agli "anni di piombo" rappresenta soltanto un momento, certamente importantissimo, della narrazione complessiva. Il problema, ovviamente, non riguarda la "quantità" dell'indagine (che pure avrebbe un suo "peso" in un discorso di natura squisitamente editoriale e/o letteraria) ma, come ribadisco, la prospettiva con cui si guarda alla storia italiana. Bisogna riconoscere, infatti, che i libri dedicati agli "anni di piombo" rappresentano ormai un genere autonomo all'interno delle librerie: una sorta di tradizione storico-memorialistica a cui appartiene "Cuori neri" di Telese ma anche "La piuma e la montagna" di Barilli e Sinigaglia. Le due pubblicazioni, da questo punto di vista, sono in ottima compagnia: soltanto limitandosi agli ultimi due o tre anni sarebbe una vera e propria impresa contare i lavori che, ognuno con la propria autonomia e specificità, hanno contribuito a dare agli "anni di piombo" un posto di assoluto rilievo nell'immagginario collettivo del lettore contemporaneo.  Si potrebbe quasi arrivare a dire che gli "anni di piombo" sia ormai una sorta di categoria metastorica: una lente con cui indagare la vita sociopolitica italiana riconoscendo nel decennio dei Settanta il punto di una svolta epocale. L'uso di una simile categoria ha una sua indubbia utilità. Ma anche degli effetti collaterali non trascurabili. Il più eclatante di tali "effetti collaterali", dal mio punto di vista, sta nell'iniziare a credere che la stagione della conflittualità italiana, con tutto il suo corollario di servizi segreti deviati, formazioni paramilitari clandestine finanziate dalla cia, complicità criminale di esponenti dell'estrema destra e omicidi o sanguinosissime stragi impunite per sempre sia, nella realtà, qualcosa di aperto e di chiuso all'interno di una "parentesi" definita, non a caso, "anni di piombo". "Cuori rossi", nel momento in cui sceglie di occuparsi della storia repubblicana nella sua interezza, si riallaccia a un'impostazione molto diversa da quella che, invece, può accumunare sia "Cuori neri" che "La piuma e la montagna". Rispetto ai libri dedicati agli "anni di piombo", questo tipo di impostazione ha precedenti molto più scarni. Personalmente, tali precedenti, li individuo sopratutto in due libri: l'ormai introvabile "Proletari senza rivoluzione. Storia delle classi subalterne italiane dal 1860 al 1975" di Enzo del Carria (pubblicato dalla Savelli nel 1970) e  il prezioso "Il nemico interno. Guerra civile e lotte di classe in Italia (1943-1976)", scritto da Cesare Bermani e pubblicato da Odradek.
Paragonati a "Cuori rossi", questi due libri risultano molto più interessati a indagare alcuni momenti complessivi della storia del Movimento operaio e democratico che non a dare voce alle biografie e alle vite vissute dalle vittime della repressione delle forze dell'ordine e della violenza fascista o padronale. Tuttavia, allargando il periodo storico considerato complessivamente, dimostrano come la stagione della conflittualità debba essere considerata una fase storica di "lunga durata": un problema - scandaloso - capace di superare persino gli sconvolgimenti geopolitici seguiti alla caduta del Muro di Berlino dando corpo a quella che, nell'introduzione a "Cuori rossi", viene definita "la terza guerra civile italiana": un nuovo stillicidio di morti che prosegue le stragi inaugurate dal Risorgimento (prima guerra civile italiana) e ribadite nel corso della Liberazione (seconda guerra civile italiana).
Con passione e cognizione di causa, "La piuma e la montagna" restituisce ai lettori il ricordo di Giuseppe Pinelli, Franco Serrantini, Mario Lupo, Roberto Franceschi, le vittime della strage di Brescia, Tonino Micciché, Piero Bruno, Francesco Lorusso, Fausto Tinelli e Lorenzo "Iaio" Iannucci: storie raccontate anche da Cuori rossi che, tuttavia, affianca a questi caduti anche le vite di un Eugenio Curiel, ucciso dai brigatisti neri nel 1945, di una Giuditta Levato, assassinata dal guardacaccia di un agrario nel 1946, di un Luigi Trastulli, vittima della polizia nel corso delle violente proteste scoppiate dopo l'annuncio dell'entrata dell'Italia nella Nato nel 1949, o dei ragazzi e degli operai falciati dalla terrificante repressione esercitata tra la strage alle Fonderie di Modena nel 1950 e il Luglio del 1960, con i disordini registrati a Genova, Reggio Emilia, Roma, Palermo e Catania. Se si dovessero mettere le vite umane sul piatto di una bilancia bisognerebbe riconoscere, infatti, che i veri "anni di piombo" italiani sono stati quelli che vanno dal 1944 al 1960, quando gli eccidi di contadini, operai e giovani proletari erano davvero all'ordine del giorno (centinaia di nomi davvero dimenticati e che, con "Cuori rossi", ho cercato con pazienza - e con vari limiti - di recuperare).
Federico AldrovandiRendersi conto di questo, però, non basta per finire il lavoro. Il conteggio delle vittime, infatti, va avanti e, dopo aver attraversato il decennio dei Settanta, dovrebbe scontrarsi con le varie vittime degli anni più recenti, fino ad arrivare a parlare di Carlo Giuliani, Renato Biaggetti, Federico Aldrovandi, Davide Cesare "Dax" o Nicola Tommasoli: tutti ragazzi giovanissimi uccisi in QUESTO decennio, in QUESTI anni, da QUESTO apparato poliziesco e dall'ATTUALE odio per ogni diversità manifestata dalla passione politico-esistenziale (ed esplicitata, magari, da un particolare taglio di capelli o da una maglietta con il logo di una band antifascista) o, E SIAMO ALLA PURA CRONACA QUOTIDIANA, da un'appartenenza etnica (persecuzione dei Rom in Italia), dal colore della pelle (l'assassinio di Abdul a Milano), o dalle preferenze sessuali (la coppia gay presa a sprangate a Roma).
Tutti gli anni, insomma, sono di piombo: questa è l'amara conclusione a cui sono arrivato scrivendo "Cuori rossi" ma è anche la misura di ciò che credo sia la sua originalità all'interno dell'attuale offerta editoriale. Allo stesso tempo sono convinto anche che uscire dalla logica degli "anni di piombo" per inquadrare i fermenti storici in una periodizzazione più ampia sia comunque un passo necessario per iniziare a cercare di capire come mai l'Italia resti ancora oggi un Paese tutt'altro che pacificato.
postato da: armati alle ore 14:50 | link | commenti (7)
categorie: strane storie, cuori rossi

L'indice di "Cuori rossi": le storie di chi ha pagato con la vita il prezzo delle proprie idee, dal 1944 al 2008

Cuori rossiCuori rossi: indice ragionato de "La terza guerra civile italiana"

Capitolo I. Palermo, 19 ottobre 1944
Capitolo II. Eugenio Curiel (Milano, 24 febbraio 1945)
Capitolo III. Non solo Portella
Capitolo IV. Sarà un pianto che vi seppellirà
Capitolo V. Giuseppe Tanas (Roma, 5 dicembre 1947)
Capitolo VI. San Ferdinando di Puglia, 9 febbraio 1948
Capitolo VII. I morti di Togliatti
Capitolo VIII. «Faranno un deserto e lo chiameranno pace»
Capitolo IX. Modena, 10 gennaio 1950: la strage delle Fonderie Riunite
Capitolo X. Luglio 1960
Capitolo XI. Luigi Mastrogiacomo (Ceccano-Frosinone, 28 maggio 1962)
Capitolo XII. Giovanni Ardizzone (Milano, 27 ottobre 1962)
Capitolo XIII. La rivolta degli studenti e la strategia della tensione
Capitolo XIV. L'eccidio di Avola
Capitolo XV. Cesare Pardini (Pisa, 27 ottobre 1969)
Capitolo XVI. Le altre vittime di piazza Fontana
Capitolo XVII. Franco Serantini (Pisa, 7 maggio 1972)
Capitolo XVIII. Mariano Lupo (Parma, 25 agosto 1972)
Capitolo XIX. Roberto Franceschi (Milano, 30 gennaio 1973)
Capitolo XX. Brescia, 28 maggio 1974. La strage di piazza della Loggia
Capitolo XXI. Fabrizio Cerusa (Roma, 8 settembre 1974)
Capitolo XXII. Adelchi Argada (Lamezia Terme-Catanzaro, 20 ottobre 1974)
Capitolo XXIII. Un «mai documentato eccesso di ritorsione»
Capitolo XXIV. 1975. I caduti de "l'Aprile rosso"
Capitolo XXV. «Reale». La legge che uccide
Capitolo XXVI. Alberto Brasili (Milano, 25 maggio 1975)
Capitolo XXVII. Alceste Campanile (Reggio Emilia, 12 giugno 1975)
Capitolo XXVIII. Jolanda Palladino (Roma, 21 giugno 1975)
Capitolo XXIX. Piero Bruno (Roma, 23 novembre 1975)
Capitolo XXX. Mario Salvi (Roma, 7 aprile 1976)
Capitolo XXXI. Gaetano Amoroso (Milano, 30 aprile 1976)
Capitolo XXXII. La scuola romana dell'omicidio politico
Capitolo XXXIII. 1977
Capitolo XXXIV. Chi ha ammazzato Fausto, Iaio e Valerio Verbano?
Capitolo XXXV. Giuseppe Impastato (Cinisi-Palermo, 9 maggio 1978)
Capitolo XXXVI. Claudio Miccoli (Napoli, 6 ottobre 1978)
Capitolo XXXVII. Ciro Principessa (Roma, 19 aprile 1979)
Capitolo XXXVIII. Auro Bruni (Roma, 19 maggio 1991)
Capitolo XXXIX. Vincenzo Claudio Spagnolo (Genova, 29 gennaio 1995)
Capitolo XL. Carlo Giuliani (Genova, 20 luglio 2001)
Capitolo XLI. Davide "Dax" Cesare (Milano, 17 marzo 2003)
Capitolo XLII. Federico Aldrovandi (25 settembre 2005)
Capitolo XLIII. Renato Biagetti (Fiumicino-Roma, 27 agosto 2006)
Epilogo. La libertà è l'unico bene che ci resta (Nicola Tommasoli).
postato da: armati alle ore 13:27 | link | commenti (1)
categorie: cuori rossi
martedì, 07 ottobre 2008

Roma: Cristiano Armati presenta Cuori rossi


Cristiano Armati presenta CUORI ROSSI (Newton Compton)
Intervengono Yari Selvetella e David Frati

Cuori rossi
La storia, le lotte e i sogni di chi ha pagato con la vita il prezzo delle proprie idee. Dagli eccidi di contadini e operai nel dopoguerra all’esecuzione di Valerio Verbano e Peppino Impastato, dai caduti del ‘77 alla morte di Carlo Giuliani: questi, a grandi linee, i temi affrontati da CUORI ROSSI. Un libro di passioni che molti vorrebbero dimenticare. Insieme a Cristiano Armati, ne discutono lo scrittore Yari Selvetella e David Frati, direttore del popolare sito Mangialibri.com
postato da: armati alle ore 10:09 | link | commenti (6)
categorie: cuori rossi, reading presentazioni e festival