venerdì, 30 gennaio 2009

Italia criminale: una nuova edizione a 5,90

Italia criminale
Dopo aver attraversato le edicole di tutta Italia come allegato a "Il Messaggero", "Il Giorno", "Il Resto del Carlino", "Il Mattino" e "La Nazione", il 5 FEBBRAIO torna in libreria in edizione rilegata a soli 5,90 euro ITALIA CRIMINALE: attraverso le biografie dei "duristi" più celebri dell'ultimo mezzo secolo, una storia romanzata della rapina a mano armata.
postato da: armati alle ore 10:54 | link | commenti
categorie: italia criminale, a libri scritti
giovedì, 22 gennaio 2009

Il Conchetta di Milano sgomberato, il popolo perseguitato, il territorio militarizzato: grazie Stato

Questa mattina, alle 7 e 56 in punto, ero sveglio da un pezzo: guardavo il soffitto e pensavo. Poche ore prima, all'imbocco della tangenziale, sulla via Salaria, a Roma, ero stato fermato da un pattuglia della polizia. Stavo rientrando a casa dopo una giornata di lavoro iniziata alle 8 del giorno prima e finita in una trattoria di San Lorenzo, insieme a un litro di vino rosso da dividere in due e, poco dopo, dell'ottimo rum consumato in compagnia di un autore per discutere alcuni dettagli su un nuovo volume dedicato alla legione romana degli Arditi del popolo da pubblicare a maggio per la casa editrice Purple Press.

Nessuna libagione esagerata. Soltanto quel tanto che occorre per ricordarsi di “santificare con le feste il giorno” e per scaldarsi il cuore al fuoco dell'amicizia sincera e all'entusiasmo della voglia di fare. Difficile spiegare tutto questo al tubo di plastica che i poliziotti mi ficcano in bocca: «Si chiama etilometro», mi informano i tutori dell'ordine, «e sulla base di questo accertamento le contestiamo la violazione del secondo comma dell'articolo 186 del codice della strada».
Detto in altri termini: secondo i poliziotti «circolavo in stato di ebbrezza alcolica» e, sebbene il risultato del test indicasse un superamento assolutamente minimo dei limiti previsti, questo giustificava il ritiro della patente e, conseguentemente, il sequestro del veicolo.
Tradotto in soldi, venivo condannato seduta stante a sborsare 180 euro per il carro-attrezzi, tra i 500 e i 1000 euro per la sanzione amministrativa, circa 500 euro per l'avvocato, senza considerare l'impossibilità, per un periodo compreso tra i tre e i sei mesi, di guidare non dico l'automobile ma anche un semplice motorino!

«Che strano modo», ho provato a far riflettere i poliziotti, «che ha di trattare i cittadini lo Stato. Nella borgata dove abito i servizi pubblici sono ridotti praticamente a zero, gli autobus sono assolutamente insufficienti e nemmeno la spazzatura viene raccolta con regolarità. Io, in qualche modo, affronto questi disagi nella più completa solitudine e vado avanti... poi lo Stato finalmente si materializza, attraverso di voi, e mi sottrae in una sera una somma superiore a un mese di stipendio arrivando addirittura a impedirmi di lavorare togliendomi la macchina, il tutto a fronte di una trasgressione assolutamente minima: grazie stato!».

Perso dietro ai miei problemi, alle 7 e 56 in punto, reagisco pigramente alla vibrazione del cellulare che ho lasciato sul comodino. Poi leggo il nome del mittente: MP, noto scrittore, amico e compagno di Milano. È una frazione di secondo. Il contenuto del messaggio, infatti, mi fa trasecolare dalla preoccupazione per la mia condizione all’angoscia per quello che sta succedendo seicento chilometri più a nord in quel momento: «stanno sgomberando conchetta! accorrete!!».

Leggo e rileggo quelle parole. Confesso che per un attimo quasi non ci credo. Dal mio punto di vista il Conchetta sta a Milano come il Colosseo a Roma o come il Louvre a Parigi. Come se stessi per morire, mi rimbalzavano davanti agli occhi i ricordi legati a quel posto: dagli esordi del fumettista Miguel Angel Martin in Italia fino al novembre del 2008, quando io stesso ho avuto l’onore di essere ospitato dal Centro Sociale per presentare Cuori rossi. Spazio bellissimo conquistato dagli anarcopunk decenni fa, il Conchetta è un caleidoscopio di possibilità dotato di una grande sala per i concerti, potenziato dalla libreria Calusca e nobilitato dalla presenza della fondamentale eredità di Primo Moroni: migliaia di volumi, opuscoli e materiali sonori e digitali custoditi in una stanza al primo piano.

Per scrivere la storia di questo posto, decifrare la sua importanza e raccontare la rabbia, l’amore e la gioia che sono stati respirati tra le sue mura non basterebbero le penne di cento grandi storici. Sottolineare come, strappando la possibilità di esistere a una zona da ultrafighetti come i Navigli, il Conchetta abbia portato avanti l’antica vocazione popolare del quartiere o ricordare a tutti le alternative offerte dal Centro sociale nel cuore del (e contro il) “divertimentificio” milanese, risulterebbe quasi patetico in virtù della quantità di iniziative proposte, rapporti umani favoriti, idee trasformate in fatti concreti grazie alla militanza e alla perseveranza di un nugulo di militanti.

Questi pensieri si affastellano nella mia testa incontrollati. Cosa ha fatto il Conchetta in questi anni?

Ha offerto un’evasione critica e positiva laddove lo Stato ha pensato solo a intascare tangenti, ha edificato un luogo di confronto politico laddove lo Stato si è limitato a regalare il monopolio dell’informazione al grande capitale, ha raccolto e custodito preziosi documenti storici laddove lo Stato non fa altro che ridurre ogni tipo di investimenti che riguardi l’istruzione, l’arte e la cultura. Per questo e per mille altri motivi lo sgombero del Conchetta è una misura non ingiusta ma decisamente antipopolare. E allora sappiano i poliziotti che “eseguono gli ordini” impegnandosi nello sgombero che agire contro il popolo è per definizione tenere un comportamento criminale. La mia proposta è lanciare una sottoscrizione per finanziare l’eventuale lotta dei poliziotti che decidessero di rassegnare le dimissioni da un corpo ormai impresentabile. Sulla coscienza di chi non sceglie, d’altronde, pesano già decine di vite umane: Luca Rossi, Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi… morti che pesano come macigni sulle coscienze di QUESTE forze dell’ordine e di QUESTO Stato. Che da una parte, varando una massiccia campagna di controlli a tappeto, utilizza la scusa dell’alcol (sì, è una scusa: gli incidenti si riducono potenziando i mezzi pubblici e non certo costringendo, a causa della carenza di servizi, milioni di persone a vivere in un’auto) per militarizzare il territorio e preparare l’avvento di repressioni sempre più feroci. Dall’altra, scagliandosi contro ogni spazio sociale conquistato con lotte vecchie di anni, dichiara guerra a ogni forma di dissenso tentando di tarpare le ali a ogni alternativa al mercato (ormai semideserto visto che nessuno ha più i soldi per comprare niente). Per queste e per le altre mille politiche liberticide da cui  io, come tutti, sono circondato, non resta altro che dire: «grazie stato».  


Poliziotti a Milano

postato da: armati alle ore 16:35 | link | commenti (5)
categorie: strane storie
lunedì, 12 gennaio 2009

Cuori rossi a Terni

Cuori rossi a Terni

VENERDI' 16 GENNAIO - ORE 21

CSA GERMINAL CIMARELLI (Via De Filis 7a - TERNI)

Cristiano Armati presenta CUORI ROSSI

L'iniziativa è compresa nel programma delle "Cimarelliadi": una tre giorni di eventi dedicati alla memoria del partigiano Germinal Cimarelli

Cuori rossi a Terni
postato da: armati alle ore 13:37 | link | commenti
categorie: cuori rossi, reading presentazioni e festival
mercoledì, 07 gennaio 2009

Cuori rossi: una rilettura del passato in chiave antirevisionista ad uso delle nuove generazioni

Mi sono imbattuto nel libro di Armati per caso, nel mio girovagare nei banchi di una libreria e già nello sfogliarlo l’emozione mi ha preso. E’ un libro che elenca con ampia documentazione il dipanarsi di una “storia” non scritta o narrata, magari solo alcuni episodi sono presenti nella memoria storica di una parte delle persone della mia generazione , ma che invece nel loro complesso si delineano come granelli di un rosario di morte e stragi che dall’immediato dopoguerra a oggi, si sono succeduti in un preciso intento di guerra mai dichiarata eppure così spietata. L’assioma da cui parte la narrazione è lo stesso che ritroviamo anche in altri saggi , l’Italia è una Repubblica fondata sul mistero:


“Un concerto di forze occulte dotate di leggi speciali che , nell’ultimo mezzo secolo, hanno tramato contro le voci impegnate a chiedere dal basso il riconoscimento di diritti fondamentali e il rispetto della democrazia.”


In effetti ripercorrendo quella non sottile linea rossa (di sangue) che va dalle stragi di Portella della Ginestra, Melissa , San Ferdinando di Puglia, alle stragi di Piazza Fontana, Bologna, dell’Italicus, di Brescia fino al tentativo di golpe del G8 di Genova , l’autore la definisce una guerra non convenzionale a “bassa intensità” che si è avvalsa anche della criminalità organizzata per stroncare spietatamente “pensieri scomodi, modi di essere alternativi e persone ritenute pericolose”. Proprio perché in Italia le forze che hanno ispirato questa guerra “a bassa intensità” sono oggi al potere e minacciano danni gravissimi alle strutture portanti della nostra convivenza civile e democratica, la rilettura del passato prossimo in chiave non revisionistica è un esercizio che dobbiamo fare e suggerire alle giovani generazioni.

 

(Ubaldo Baldi - Istituto Galante Oliva)

postato da: armati alle ore 11:24 | link | commenti
categorie: recensioni, cuori rossi
giovedì, 01 gennaio 2009

Cuori rossi a Ghedi (Brescia)

VENERDI' 9 GENNAIO 2009 - ORE 20 e 30

SALA CONSILIARE GHEDI (BRESCIA)

Cristiano Armati presenta CUORI ROSSI

Sarà presente Rosa Piro (mamma di Davide Cesare "Dax")

A cura del Coordinamento Antifascista Bassa Bresciana

La storia, le lotte e i sogni di chi ha pagato con la vita il prezzo delle proprie idee. Dagli eccidi di contadini e operai nel  dopoguerra all’esecuzione di Valerio Verbano e Peppino Impastato, dai caduti del ‘77 alla morte di Davide Cesare "Dax" e Carlo Giuliani.

Cuori rossi a Ghedi
L’Italia è una Repubblica fondata sul mistero. Un concerto di forze occulte dotate di leggi speciali che hanno tramato contro le voci impegnate a chiedere dal basso il riconoscimento di diritti fondamentali. Il risultato è una micidiale licenza d’uccidere che, dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri, ha spezzato le vite di donne e uomini, spesso giovanissimi, uniti da una passione che parla di uguaglianza, libertà e fraternità. Dalla strage di Portella della Ginestra alla repressione delle manifestazioni indette in occasione del G8 di Genova, Cuori rossi è la storia di una guerra mai dichiarata eppure spietata. Una guerra che ha usato le armi non convenzionali dei lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo e delle collusioni con la criminalità politica e mafiosa per aggredire, intimidire e spesso uccidere le persone ritenute pericolose. Così, in Italia, i “cuori rossi” muoiono per le proprie idee o, ancora più crudelmente, per la propria diversità esistenziale. Dall’omicidio di Alceste Campanile alla morte di Carlo Giuliani, dall’assassinio di Peppino Impastato alle esecuzioni di Fausto e Iaio e di Valerio Verbano, dall’accoltellamento di Davide Cesare “Dax” alle recentissime aggressioni organizzate dai militanti dell’estrema destra a Roma e a Verona, Cuori rossi è un libro dedicato alle vittime dello stragismo fascista contemporaneo e della violenza a cui nemmeno le forze dell’ordine sono estranee. Incalzato da uno stile narrativo basato sull’evidenza dei fatti, Cuori rossi racconta storie di sopraffazione troppo spesso dimenticate confrontandosi con l’anima di un Paese tutt’altro che pacificato.
postato da: armati alle ore 18:00 | link | commenti (2)
categorie: cuori rossi, reading presentazioni e festival