mercoledì, 03 giugno 2009

La Legione romana degli Arditi del Popolo di Valerio Gentili

Arditi.cv


Disobbedire agli ordini

L'eredità morale degli Arditi del Popolo


Pagina  dopo pagina, la lettura de La Legione romana degli Arditi del Popolo di Valerio Gentili mi richiamava alla memoria un’immagine che inizialmente non riuscivo a mettere a fuoco. Catturato dalla prosa asciutta e dal rigore mostrato dal giovanissimo autore di questo libro bello e necessario, approfondivo la conoscenza di uomini e simboli dai contorni leggendari ma, seppur rapito dalle tante informazioni inedite contenute nel volume, continuavo a pensare al luogo e al tempo in cui questa immagine, evidentemente ridotta a un ricordo seppellito nell’inconscio, doveva essersi materializzata forte e chiara davanti ai miei occhi.

Avvincente come un romanzo in cui il lettore capace di rispettare il patto narrativo non può fare a meno di immedesimarsi nelle situazioni descritte dall’autore, La legione romana degli Arditi del Popolo, vale a dire la storia delle prime formazioni armate che strenuamente si opposero al fascismo, mi costringeva ad affrontare in prima persona l’avventura fiumana di Gabriele D’Annunzio e dei suoi legionari insieme al freddo intenso delle trincee della prima guerra mondiale, il clima di povertà e disperazione precedente il periodo di scioperi e repressione noto come “il biennio rosso” e l’avvento della violenza delle camice nere di Mussolini, spalleggiate dagli industriali e coperte dal grosso delle forze di polizia. Talmente è vivido il racconto di Valerio Gentili che, tra le pagine del suo libro, sembra di sentire crepitare le mitragliatrici utilizzate dai fascisti per assaltare le case del popolo, le leghe contadine e le sedi dei giornali dissidenti. Un’aggressione brutale e indiscriminata contro ogni luogo o persona decisi ad opporsi all’ordine voluto dal Duce che, oggi, sarebbe più facilmente scivolata nel dimenticatoio se, ad ostacolarla con più coraggio che mezzi, non ci fosse stata l’abnegazione e spesso il sacrificio estremo di una strana razza di soldati anarchici e comunisti – gli Arditi del Popolo – capaci di non confondere la necessità di obbedire agli ordini propria di qualunque sistema gerarchico con il pericolo di trasformarsi in servi di un potere volgare e assassino: un regime capace, tra le altre cose e al pari del complice nazista, di rinchiudere uomini, donne e bambini in vagoni piombati diretti ai campi di sterminio (ebrei, zingari, omosessuali, oppositori politici… le loro grida continuano a pesare come macigni sulla coscienza di chi ancora oggi si propone come erede di quella stagione sanguinaria) annullando qualunque garanzia democratica con la forza ed il terrore.

Non a caso è stato proprio nei capitoli finali del libro di Valerio Gentili – mentre l’epopea degli Arditi volge al termine e i boia in camicia nera, nelle loro prigioni, innalzano i cavalletti per estorcere con le pinze arroventate e i fili elettrici impossibili confessioni ai loro fieri oppositori – che l’immagine di cui sto parlando, l’immagine a cui affidare il ruolo di scrivere l’introduzione a un libro così importante, ha finalmente assunto una consistenza concreta. All’improvviso, infatti, mi sono ricordato di un sentiero arrampicato tra le montagne della provincia di Cuneo: un tratturo ammorbidito dall’erba, come se la Natura stessa volesse ancora aiutare il suo segreto a sfuggire alla vista del passante occasionale o della spia. In questa località, amena soltanto all’apparenza, la consistenza della terra battuta cede d’un tratto il passo alla solidità della pietra viva, infilzando uno scalino dopo l’altro fino alla sommità di un monte. Qui, dove l’aria è rarefatta dall’alta quota e il cielo perennemente terso, la sacralità del luogo è affidato a un circolo di croci di legno, tese sulla serenità della valle sottostante come sentinelle. Si tratta delle tombe di un gruppo di partigiani caduti nel corso della guerra di Resistenza, come direbbe Piero Calamandrei, uomini «che volontari si adunarono per dignità e non per odio. Decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo». Tra di loro, ugualmente segnalato da una croce ma a differenza degli altri privo persino del conforto di un nome, c’è un partigiano ricordato da una targa che si limita a dire «tedesco anonimo»: un soldato dell’esercito del male che, evidentemente, non ebbe paura di gettare alle ortiche la sua uniforme per continuare a combattere dalla parte giusta. La sua lezione, affidata a quel sacrario della provincia di Cuneo, andrebbe trasferita nei tribunali di guerra in cui i tanti aguzzini fascisti e nazisti insistono a scrollare le spalle di fronte alle loro responsabilità, continuando a ripetere di avere solo «obbedito agli ordini»; quasi pretendendo, con simili scuse, non soltanto il perdono ma anche il riconoscimento di un’inesistente dignità.

A pensarci bene gli Arditi del Popolo di cui parla Valerio Gentili sono simili al soldato tedesco senza nome venuto a morire tra montagne tanto lontane da casa sua: combattenti che ebbero la capacità e la forza di disobbedire agli ordini rifiutandosi di diventare la manodopera del terrore al servizio di forze antipopolari ma che, malgrado tutto, faticarono a trovare posto in quella tradizione di giustizia e libertà a cui dovrebbe continuare a ispirarsi la Repubblica italiana. Le ragioni del sostanziale silenzio su una simile esperienza, mai valorizzata come avrebbe meritato, sono tante. A Valerio Gentili e al suo La legione romana degli Arditi del Popolo va il plauso di averle ripercorse insieme alle vite e alle avventure degli eroici protagonisti di quell’esperienza. Una storia da conoscere e da fare propria. Affinché nessuno possa ancora pesare di giustificare l’abominio barattando la rettitudine della propria coscienza con l’abiezione di chi si limita ad obbedire agli ordini. 

 

(Cristiano Armati - Introduzione a "La Legione romana degli Arditi del popolo" di Valerio Gentili, Purple Press, Roma 2009)

 

Ordinabile su IBS

venerdì, 10 aprile 2009

Il libretto rosso dei partigiani

Il libretto rosso dei partigiani
Quando la resistenza passiva divenne impotente di fronte agli abusi del regime fascista, agli eccidi di massa ordinati dai gerarchi di Salò e allo sterminio dei cittadini di religione ebraica, un nucleo di donne e di uomini scelse la via della ribellione e, dalle cime delle montagne o dai bassifondi delle città, invitò alla rivolta la parte migliore del popolo italiano. Si aprì così la stagione della lotta partigiana: un momento di riscatto collettivo in cui ogni singolo individuo veniva chiamato a fare la sua parte. Scritto negli ultimi mesi del 1943 e diffuso clandestinamente, Il libretto rosso dei partigiani raccoglie le teorie e le pratiche della guerriglia metropolitana, mettendo a disposizione di tutti le nozioni indispensabili per opporsi efficacemente alla brutalità delle ss e delle Camicie nere. Dalla manomissione delle vie di comunicazione al danneggiamento dei macchinari industriali, dall’interruzione delle forniture di energia alla distruzione delle derrate alimentari destinate al nemico, Il libretto rosso dei partigiani resta un documento storico di inestimabile valore: pagine di coraggio dedicate a una patria comune chiamata libertà.

Il libretto rosso dei partigiani

Manuale di resistenza, sabotaggio e guerriglia antifascista

A cura di Cristiano Armati

Con uno scritto introduttivo di Ferruccio Parri 

Purple Press - 128 pp, euro 9,90

Ordinabile su IBS

lunedì, 03 novembre 2008

Una giornata di Ivàn Denisovič

Una giornata di Ivàn Denisovič

Una giornata di Ivàn Denisovič di Aleksandr Solženicyn I.  

Premessa di Cristiano Armati
Newton Compton, 160 pp., 6 euro

Quando, nel 1962, apparve sulla rivista «Novyi Mir» questo romanzo, tra i più noti e discussi di Solzšenicyn, fu chiaro che qualcosa di completamente nuovo stava accadendo nella letteratura sovietica: per la prima volta, infatti, si osava descrivere la realtà dei campi di concentramento stalinisti, sebbene, come ebbe a dire Tvardòvskij, il racconto evitasse volutamente «di porre in risalto quelle aperte violazioni alla legalità sovietica che si esprimono in orrende crudeltà e arbitrii». Con questa narrazione piana, precisa, puntigliosa, priva di astio di «una delle giornate più ordinarie della vita del campo, dalla sveglia alla ritirata», Solzšenicyn ci ha consegnato il racconto di un incubo che ha assunto il valore storico e letterario di una liberazione. E accanto al dubbio, al sospetto, alla tensione diffusa che avevano avvelenato la vita dei sovietici negli anni Trenta, ci sono qui il paesaggio, la lingua e l’anima della Russia che pervadono la ricerca espressiva del grande scrittore.

postato da: armati alle ore 10:57 | link | commenti
categorie: aa libri curati o partecipati
giovedì, 24 gennaio 2008

Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street

Sweeney Todd
Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street
A cura di Cristiano Armati
Newton Compton, 332 pp, 5 euro

Tra i segreti più paurosi di Londra si nasconde la storia di un misterioso assassino. Un uomo crudele e spietato di nome Sweeney Todd, un mostro capace di occultare le sue insane passioni dietro l'apparenza di una persona rispettabile e l'insegna di un'innocua bottega di barbiere in Fleet Street. Proprio qui diverse persone scomparse sono state viste per l'ultima volta: uomini e donne andati a ingrossare le fila dei fantasmi dopo aver incontrato Sweeney Todd e il suo rasoio micidiale. Più crudele di Jack lo squartatore e più folle di Mr. Hyde, Sweeney Todd non uccide in preda a un impulso efferato o agli effetti indesiderati di un farmaco velenoso ma, con fredda determinazione, toglie la vita al prossimo per soddisfare la sua sete di sangue e per adempiere a un terrificante rituale: dopo aver smembrato il corpo delle vittime a colpi di rasoio, il barbiere di Fleet Street consegna i resti di chi ha ucciso a una complice che provvede a farne gli ingredienti principali di dolci prelibati. Capolavoro della letteratura gotica, "Sweeney Todd, con le sue gesta sanguinarie, ha anticipato il "Dracula" di Stocker e il "Frankestein" di Mary Shelley, aggredendo le ipocrite convenzioni della letteratura e della società vittoriana.
postato da: armati alle ore 14:27 | link | commenti (8)
categorie: sweeney todd, aa libri curati o partecipati
lunedì, 08 ottobre 2007

La vera storia di Jesse James

La vera storia di Jesse James

La vera storia di Jesse James di Jesse James Jr
A cura di Cristiano Armati
Newton Compton, 204 pp, 5 euro

"Sono stati scritti e pubblicati centinaia di libri su Jesse James e la sua banda di fuorilegge. La maggior parte di questi volumi sono falsi dalla prima fino all’ultima pagina. Quelli che restano contengono qualche frammento di verità all’interno di capitoli e capitoli fatti solo di bugie". A parlare così è Jesse James Jr., il figlio del bandito più ricercato della storia del West. Attivo negli Stati Uniti ancora sconvolti dalla guerra civile, Jesse rapinò banche, assaltò diligenze e, ingaggiando una lotta senza quartiere contro i “nordisti”, cercò di impedire l’espandersi della ferrovia nel suo Paese. Insieme al fratello Frank e agli altri complici del “quintetto terribile”, diventò un nuovo Robin Hood americano, orgoglio dei contadini del Sud sconfitti dai soldati dell’Unione. Per questa ragione le imprese di Jesse non si risolvono all’interno di una logica semplicemente criminale ma possono essere comprese soltanto tenendo presente la durezza di una Nazione in cui l’esistenza degli uomini era segnata dal pregiudizio razziale e dove la risoluzione dei conflitti veniva demandata alle pistole. Scritta con parole semplici e sincere, La vera storia di Jesse James è una lettura obbligata per tutti coloro che, insieme ai fatti che consacrarono il mito del bandito, desiderano scoprire la cruda realtà della vita nel “selvaggio West”.

Chi era Jesse James? - Un articolo di Cristiano Armati: on line qui

postato da: armati alle ore 16:44 | link | commenti (2)
categorie: jesse james, aa libri curati o partecipati
lunedì, 02 luglio 2007

Storie di ordinaria follia

Storie di ordinaria follia
Uscite in Italia nel 1975, le "Storie di ordinaria follia" di Charles Bukowski sono presto diventate un classico della letteratura contemporanea grazie allo spietato realismo che le anima e al ritmo disperato che accompagna ogni parola battuta a macchina dal grande Buk. Il disegnatore tedesco Matthias Schultheiss si lascia ispirare dalla lirica dello scrittore americano e, esplorando con coraggio i bassifondi di Los Angeles e di New Orleans, illumina quel volto vitale e perdente degli Stati Uniti in cui le storie di Bukowski sono nate.

Charles Bukowski
Storie di ordinaria follia. Erezioni esibizioni eiaculazioni
Adattamento a fumetti di Matthias Schultheiss
Introduzione di Cristiano Armati
Coniglio Editore


postato da: armati alle ore 10:15 | link | commenti
categorie: aa libri curati o partecipati
venerdì, 22 giugno 2007

LAMETTE n. 4

Lamette
LAMETTE


Il Comic Book più rozzo d'Italia sul punk e la cultura autodistruttiva degli sporchi giovani n. 4

Racconti & Fumetti di Alda Teodorani, Cristiano Armati, Fernando Bassoli, Ivan Brun, Johnny Grieco, Maicol & Mirco, Miss Meat, Niccolo' Storai, Paper Resistance, Richard Suicide, R.K. Sloane, Sbrock, Simone Lucciola, SS-Sunda, Tommaso Eppesteingher. TV Smith (The Adverts) + Not Moving special.

postato da: armati alle ore 13:55 | link | commenti (1)
categorie: aa libri curati o partecipati
lunedì, 18 giugno 2007

La congiura dei poeti

La congiura dei poeti

La congiura dei poeti è un'antologia di poesia che attraversa gli ultimi trent'anni della poetica in Italia. i disegni dell'artista Loretta Surico, relativi ai singoli poeti, donano all'opera una dignità artistica unica nel suo genere. Questo volume, che parte da una cronaca poetica degli anni 80, insieme alle poesie, come in un gioco di specchi, rimanda ad immagini che si proiettano l'una sull'altra in un ingranaggio sottile che accompagna, in un percorso a spirale, tutta l'opera.


La congiura dei poeti. A cura di Angelo De Florio
Croce Editore - 120 pp, 10 euro
www.edizionicroce.com

postato da: armati alle ore 11:38 | link | commenti
categorie: aa libri curati o partecipati

Roma in nera

I grandi delitti tra cronaca, storia, costume

Roma in nera


Il caso Montesi e il delitto del Circeo. Il caso Moro e l’omicidio di Pier Paolo Pasolini. La banda della Magliana ed il delitto Fenaroli. Il delitto Cesaroni e l’omicidio della Contessa Casati Stampa, sono soltanto alcuni dei grandi delitti che nella seconda metà del Novecento hanno colpito, e profondamente scosso, la vita quotidiana della città di Roma. Roma in Nera racconta l’anima più oscura della città eterna. E quest’anima oscura si mostra proprio mediante i delitti più efferati, le situazioni più impensabili, i misteri più intricati, mediante quei percorsi che interessano il grande pubblico non soltanto per una sorta di morbosa curiosità ma soprattutto perché attraversano e toccano la parte più buia e misteriosa degli esseri umani. Il tragico destino di politici ed affaristi, di aspiranti attrici o di amanti insoddisfatti, che hanno vissuto pericolosamente ai confini della legalità, vengono raccontati dalla penna di grandi scrittori che fanno rivivere quei drammatici fatti che hanno sconvolto la vita dei protagonisti e spesso dell’intera città. Il volume, arricchito da un considerevole apparato iconografico, esce in libreria il 9 febbraio in contemporanea all’inaugurazione della mostra “Roma in Nera” che si terrà fino ad aprile al Museo di Roma in Trastevere.

Saggi di Cristiano Armati, Corrado Augias, Magnus Enzensberger, Carlo Lucarelli, Antonio Padellaro, Antonio Rava, Yari Selvetella

Roma in nera

A cura di Alessandra Maria Sette
Palombi Editori
256 pp, 15 euro
postato da: armati alle ore 11:11 | link | commenti
categorie: aa libri curati o partecipati

Conatus. L'utopia come bisogno, la poesia come soluzione

L'utopia come bisogno. La poesia come soluzione

Conatus. Antologia di poesia contemporanea a cura di Lorenzo Giuggioli e Simone Molinaroli

Contus: antologia di poesia contemporanea a cura di Lorenzo Giuggioli e Simone Molinaroli (prefazione di Roberto Carifi).

Contiene poesie di Cristiano Armati, Massimo Baldi, Martino Baldi, Gianluca D'Andrea, Kurt Fango, Emanuele Fant, Lola Malone, Simone Molinaroli, Mu, David Napolitano, Yari Selvetella, Fabio Simonelli, Santi Spadaro, Gioele Valenti, Fernando Vidal.

Conatus. Antologia di poesia contemporanea
a cura di Lorenzo Giuggioli e Simone Molinaroli
Coniglio Editore - Collana "Bamako"
128pp - 7,90 euro

postato da: armati alle ore 10:01 | link | commenti
categorie: aa libri curati o partecipati