lunedì, 30 novembre 2009

Italia criminale. Storia di un solista

"La latitanza di un bandito è appesa ai dettagli: armi sempre perfettamente oliate, vie di fuga preparate per tempo, automobili in perfette condizioni... La sera del 2 settembre 1965, a Parigi, uno di questi dettagli salta. La Simca su cui viaggia Luciano è a corto di benzina. Un problema da niente solo in apparenza perché finché si resta in movimento si è relativamente al sicuro ma, fermi in una stazione di servizio, si fa presto a diventare un bersaglio".

Italia criminaleIn una libreria di Verona, lo scorso marzo, ho trovato una piccola enciclopedia sulla malavita italiana del secondo dopoguerra. Italia criminale è il titolo del testo di Cristiano Armati. Dentro ci sono vita, morte e malefatte di chi ha fornito anima e fuoco all’Italia stordita e violenta tra gli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Ottanta. Tre sedicesimi fotografici in bianco e nero ritraggono l’ascesa, fatta di soldi e notorietà, e la caduta di gente tosta, imbastardita dalla guerra e dallo sgretolamento, una dietro l’altra, di ideologie buone soltanto a mascherare gli interessi della politica. La strada della criminalità, delle armi è scelta da personaggi come Salvatore Giuliano, Ugo Ciappina, Paolo Casaroli, Pietro Cavallero, Sante Notarnicola, Horst Fantazzini, i marsigliesi, Renato Vallanzasca, Angelo Epaminonda, Valerio Viccei, Felice Maniero, Domenico Gargano. Uomini di sangue misto, criminali nelle cui vene si accavallano disperazione, fame di denaro, inclinazione alla sovversione, all’anarchia, al disordine. A pagina 88, capitolo IV, entra in scena il Solista del mitra, Luciano Lutring, milanese classe 1937, una vita spesa tra quadri e poesie, rapine e mitra, belle donne e lunghe penitenze dietro le sbarre.

"Senza legami con nessuno, Luciano Lutring lascia la casa di Yvonne e si muove verso il centro alla ricerca di un albergo. Quando lo trova, scopre che le parole «the lucky for me» che porta incise sopra al braccio significano ancora qualcosa. Il padrone dell’albergo, infatti, è un appassionato di pittura e mette a disposizione di Luciano una mansarda con vista su Milano, dove il Solista può riprendere in mano i pennelli dipingendo scorci di una città che non tutti possono ammirare".

(Rocco Bellantone - Scrivolibero.blogspot.com)
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categorie: recensioni, italia criminale
venerdì, 30 gennaio 2009

Italia criminale: una nuova edizione a 5,90

Italia criminale
Dopo aver attraversato le edicole di tutta Italia come allegato a "Il Messaggero", "Il Giorno", "Il Resto del Carlino", "Il Mattino" e "La Nazione", il 5 FEBBRAIO torna in libreria in edizione rilegata a soli 5,90 euro ITALIA CRIMINALE: attraverso le biografie dei "duristi" più celebri dell'ultimo mezzo secolo, una storia romanzata della rapina a mano armata.
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categorie: italia criminale, a libri scritti
lunedì, 15 settembre 2008

Scrivere Cuori rossi: intervista a Cristiano Armati

Cuori rossi1  Da qualche giorno è uscito in tutte le librerie “Cuori Rossi”, un saggio molto duro e potente che descrive “la storia, le lotte e i sogni di chi ha pagato con la vita il prezzo delle proprie idee”. Dagli eccidi di contadini e operai nel  dopoguerra all’esecuzione di Valerio Verbano e Peppino Impastato, dai caduti del ‘77 alla morte di Carlo Giuliani fino a Nicola Tomassoli, pestato a morte a Verona pochi mesi fa per una sigaretta.  Come è nata l’idea di raccogliere informazioni, studiare i fatti e scrivere questo libro?

 

Le “informazioni” non sono un materiale inerte che giace in qualche archivio nell’attesa di essere recuperato. Al contrario, le “informazioni” ci circondano nei modi più strani. Sono nei discorsi delle persone che prendono l’autobus, nelle scritte che ricoprono i muri delle città, nei cori che si cantano allo stadio, negli striscioni che sfilano nelle manifestazioni, nei ricordi di chiunque ha vissuto. “Cuori rossi” è nato proprio così: la realtà è sempre stata la mia principale fonte di ispirazione e, anche questa volta, è stato tutto ciò che mi ha suggerito di recuperare le vite spezzate di tanti militanti della sinistra italiana, non certo per pontificare sulla politica o sull’ideologia, ma per raccontare delle storie.
 

2   Ad oggi a tuo giudizio quale consideri l’immagine-prototipo della violenza?

 

È una domanda difficile. Ma se sfoglio le 96 pagine di fotografie inserite all’interno di “Cuori rossi”, tra le tante immagini di violenza becera e cruda (corpi dilaniati dalle bombe, persone uccise mentre si trovavano con le mani alzate, manifestanti schiacciati dalle camionette della Celere) resto colpito soprattutto da due foto in modo particolare. Nella prima, scattata a Reggio Emilia nel luglio del 1960, si vede un poliziotti che, per sparare contro i manifestanti, si inginocchia e prende la mira. Nella seconda, scattata a Roma nel 1966, si vede un nugolo di neofascisti gettarsi contro lo studente socialista Paolo Rossi, indifeso e solo. Direi che sono queste due le immagini che meglio rappresentano lo spirito di “Cuori rossi”: una per quanto riguarda la violenza fascista e l’altra per quanto riguarda la violenza della polizia.
 

3   Qual è il messaggio che speri arrivi ai lettori?

 

Non credo di aver ancora raggiunto l’età a partire dalla quale, sulla base della propria esperienza, si può pensare di lanciare “messaggi”. Mi limito a sperare che le “mie” storie trasmettano a chi le legge indignazione, rabbia, gioia, speranza, irritazione, rimpianto… emozioni, insomma. Possibilmente forti e, in ogni caso, nemiche dell’indifferenza.

 

4  Quanto di te è cambiato e quale senso si evoluto nella scrittura partendo dal Cristiano Armati di “Rospi acidi e baci con la lingua” passando per “Italia Criminale” e arrivando fino a “Cuori rossi”?

 

Rospi acidi e baci con la linguaIl Cristiano Armati che aveva cominciato a scrivere “Rospi acidi e baci con la lingua” aveva venticinque anni… ma se devo essere sincero non mi sento troppo diverso oggi rispetto a dieci anni fa! Oggi come allora affronto la vita giorno per giorno. Ho difficoltà a fare progetti a lungo termine. Di fronte a una scelta mi comporto in modo istintivo e, alla sicurezza, preferisco comunque la probabilità. Se vedo una cosa bella mi emoziono, se vedo (o mi succede) una cosa brutta piango. Cerco di esprimermi in modo diretto, limitando al minimo i tentativi di mediare tra ciò che sento e i codici culturali con cui dovremmo addomesticare le sensazioni. Ecco, questa immediatezza emozionale è, o spero che sia, ciò a cui ho dato più importanza all’interno della mia scrittura e credo che i miei lavori possano testimoniarlo.

 

5  Che rapporto hai con la scrittura? Quando e come hai iniziato a scrivere?

 

Ho iniziato a scrivere in prima elementare… un libro di scienze dedicato alle formiche e alla vita del formicaio!!! Poi mi sono cimentato con la mitologia greca e, entro la quinta, ho “sfornato” un libretto dedicato alle divinità dell’Olimpo e le loro storie. A un certo punto ho scoperto la poesia e ho scritto anche io i miei primi versi mentre, per quanto riguarda la narrativa, il mio primo tentativo di romanzo (avevo tredici anni) riguardava la storia di vita di un mio zio alla lontana… insomma, la scrittura mi ha sempre affascinato. Avevo amici che frequentavano corsi di chitarra o pianoforte e suonavano questi strumenti. Io imparai le lettere e provai subito a… suonare le parole!

 

Come sei riuscito a farlo diventare un lavoro, aggiungo io invidiabile?

 

Cop-Italia-criminale-mess2Ho iniziato a collaborare con un giornale quando avevo diciotto anni e, da allora, non ho mai scritto un articolo senza percepire un compenso, fosse pure minimo. Il mio primo libro venne pubblicato nel 1999 e, l’anno dopo l’editore mi riconobbe cinque o seicentomila lire di diritti d’autore. Io, in quel momento, mi occupavo di informatica, vendevo e riparavo computer… ma approfittati di quella piccolissima somma per licenziarmi e dedicare più tempo alla scrittura. Fu così che iniziai a intensificare le mie collaborazioni giornalistiche finché, tra un giornale e l’altro, capitai alla Coniglio Editore dove, oltre a scrivere per le diverse testate del gruppo, iniziai a imparare da Francesco Coniglio i primi rudimenti dell’arte editoriale. Presto Francesco mi offrì un lavoro come editor: un’opportunità bellissima che, insieme a Dario Morgante, mi ha permesso di trasformare in realtà molte idee di libri. Io, naturalmente, continuavo anche a scrivere e così “capitai” alla Newton Compton, dove sono tutt’ora.

Un lavoro invidiabile dici?

Posso essere d’accordo con te. Ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica! Il lavoro editoriale ti entra nel cervello e ti segue sempre e dappertutto, peggio di una droga… ma forse è proprio per questo che mi piace!

 

7  Cristiano Armati  è anche editor per la Newton e Compton e della Purple Press (fra le altre e tante cose) come riesci a far conciliare tutto? Ci descriveresti una tua giornata tipo? Sveglia a che ora...

 

Per guardare l’ora uso il display del cellulare, non possiedo sveglie. Diciamo che mi sveglio “quando apro gli occhi”, cosa che succede, a secondo dei momenti, tra le sette e le dieci del mattino. Le prime ore, in genere, le dedico al recupero della mia lucidità e alla carica di un paio di macchinette di caffè, poi mi metto al lavoro. Spesso resto a casa, specialmente se sto completando un mio progetto. Altrimenti prendo la macchina, accendo lo stereo a tutto volume e arrivo fino alla sede della Newton Compton. Qui, in genere, resto fino alle sette di sera. Tra autori che telefonano e bozze da guardare, il tempo passa velocissimo e, quando arriva la sera, mi spingo fino all’ufficio della Purple Press, dove faccio il punto della situazione, mi confronto con le idee e, cosa più importante, vado a cena con gli amici e i collaboratori!

 

8 Una curiosità, quanti manoscritti ricevi  quotidianamente e  come ti rapporti alla loro lettura? Infine che lavoro si svolge sul manoscritto che si sceglie di pubblicare?

 

Manoscritti? Me ne arrivano almeno quattro o cinque al giorno! Considera che ricevo di tutto, dalle raccolte di poesia ermetica ai manuali per la guida dei trattori agricoli, per cui la prima cernita avviene semplicemente guardando di cosa si tratta e cosa rispetta la linea editoriale della casa editrice. Le cose che mi sembrano buone, a questo punto, passano al vaglio di una squadra di lettori che mi restituiscono le loro impressioni: io le valuto e, dopo questa seconda cernita, inizio a leggere anche io, concentrandomi sui materiali più interessanti. I libri che vengono fuori da questo percorso, in genere, risultano relativamente “puliti”. Il lavoro più faticoso, infatti, si fa sui libri progettati a tavolino: i titoli che nascono in casa editrice e che, in molti modi diversi, hanno bisogno di essere “limati” abbondantemente prima di finire in tipografia.

 

9 Tu sei  investito sia del ruolo di scrittore che editor, quali consigli ti senti di dare ai giovani autori alla ricerca di una seria casa editrice che punti su di loro?

 

I consigli, come i messaggi, li lascio ha chi ha la barba bianca… forse perché mi illudo di essere un “giovane autore” anche io! Se posso richiamare l’attenzione su un particolare, però, direi: attenzione, la scrittura non ha a che fare soltanto con la qualità ma anche con la quantità! Se qualcuno si demoralizza perché la manciata di poesie che ha scritto non circolano o perché il suo romanzetto non viene pubblicato… posso garantire che gli scrittori più insospettabili hanno i cassetti pieni di manoscritti rifiutati!

 

10 Progetti per il futuro?...immagino una vacanza,almeno.

 

Ho un paio di romanzi incompiuti, credo che sia ora di finirli… poi sto lavorando insieme a un ex camorrista su un libro a quattro mani. Insieme a Romano Pasquini del gruppo punk Sonic Assassin sto scrivendo i testi destinati a confluire in un progetto intitolato “Tutta robba rubata a Milano”… In effetti devo riconoscere che si tratta di un mio limite ma non sono capace di andare in vacanza. Per ragioni legate alla scrittura giro le città italiane e vado negli Stati Uniti, in Germania, in Francia e in Inghilterra diverse volte all’anno. Per il resto nutro un rispetto quasi sacro nei confronti del “viaggio”. Per me “partire” significa davvero lasciarsi alle spalle ogni cosa, persino la possibilità di tornare… l’ultima volta che mi sono impegnato in una simile partenza – destinazione Africa Occidentale – sono stato fuori davvero a lungo. Ripartirò, questo è sicuro. Ma non è ancora arrivato il momento.


(Intervista di Violante Rengalli - Giochidilingua.splinder.com)

mercoledì, 18 giugno 2008

Armati a La Mezzanotte di Radio2

Radio 2Ospite di Cinzia Tani, intorno all'1 di notte del 18 giugno, Cristiano Armati interverrà nella trasmissione "La Mezzanotte di Radio2 - I colori della notte". Tema della serata, naturalmente, il colore giallo: un'occasione per parlare di "Roma criminale", "Italia criminale" ma anche del prossimo CUORI ROSSI, in uscita nel mese di novembre. Stay Tuned!
martedì, 03 giugno 2008

Armati nelle "Città Criminali"

La7"Città Criminali" è l'interessante serie di docu-fiction che LA7 ha dedicato alle capitali della cronaca nera italiana. Venerdì 6 giugno alle ore 23 e 15 verrà trasmessa la prima delle due puntate dedicate a Roma. Tra gli ospiti intervistati dagli autori della trasmissione, anche Cristiano Armati.
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categorie: interviste, rassegna stampa, roma criminale, italia criminale
lunedì, 05 maggio 2008

Armati a Torino

Fiera Internazionale del libro di Torino
FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO DI TORINO

Domenica 11 maggio - ore 12,30 in diretta dallo stand deastore.com (Padiglione 2 - H18/J17)

CRISTIANO ARMATI presenta ITALIA CRIMINALE


  Con l'autore interviene Michele De Mieri (Radiotre - Fahrenheit)

Cop-Italia-criminale-mess2
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categorie: italia criminale, reading presentazioni e festival
martedì, 26 febbraio 2008

Italia criminale in edicola con Il Giorno, Il Resto del Carlino e La Nazione

Cop-Italia-criminale-mess2Dal 27 febbraio, distribuita nelle edicole con "Il Giorno", "La Nazione" e "Il Resto del Carlino" sarà disponibile una nuova edizione di "Italia Criminale": la storia della malavita indipendente italiana dagli anni Quaranta ai giorni nostri. Fino ad esaurimento scorte, il prezzo del libro sarà di soli 5,90 euro... è proprio il caso di dire che sarebbe un crimine farselo scappare.
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categorie: segnalazioni, italia criminale
giovedì, 31 gennaio 2008

Italia criminale in edicola con il Messaggero

Cop-Italia-criminale-mess2Dal 26 gennaio, distribuita nelle edicole con "Il Messaggero", sarà disponibile una nuova edizione di "Italia Criminale": la storia della malavita indipendente italiana dagli anni Quaranta fino ai giorni nostri. Fino ad esaurimento scorte, il prezzo del libro sarà di soli 5,90 euro... è proprio il caso di dire che sarebbe un crimine farselo scappare.
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categorie: segnalazioni, italia criminale
martedì, 11 settembre 2007

Italia criminale: la controstoria dei grandi nomi della rapina all'italiana

Italia criminaleItalia criminale. Quella sporca dozzina di Cristiano Armati, coautore del bestseller Roma criminale che lo scorso anno ha venduto oltre 20.000 copie, è la controstoria dei grandi nomi della rapina all'italiana. Una vicenda di lacrime e di sangue raccontata in prima persona da un pugno di uomini disperati votati al delitto: hanno rubato, ucciso e saccheggiato, accettando di giocarsi la vita in una folle sfida alla legge e all'autorità, e alla fine, arrivati alla resa dei conti, hanno perso tutto.
Da Ugo Ciappina e la rapina del secolo a Paolo Casaroli, il brigante di Porta Garibaldi, da Luciano Lutring, il solista del mitra alla guerra di Pietro Cavallero, il compagno bandito, da Albert Bergamelli e la gang dei Marsigliesi ad Angelo Epaminonda: un "tebano" a Milano, da Horst Fantazzini, il bandito gentile, a Francis Turatelo detto "Faccia d'angelo", da Renato Vallanzasca e la banda della Com'asina a Danilo Abbruciati, il "camaleonte" della banda della Magliana, da Felice Maniero e la mafia del Brenta a Mimmo Gargano, un romantico con la pistola.
Li chiamano "duristi", "bravi ragazzi" o, più semplicemente, rapinatori. Con le armi in pugno hanno sfidato le forze dell'ordine ma anche le logiche mafiose di controllo e sfruttamento del territorio. La loro sorte è segnata dal carcere duro. Oppure dalla morte. Ma tra le righe del loro destino traspare, comune a tutti, un'idea di individualismo esasperato e di vita al di fuori delle regole. Questo libro è la testimonianza di un Paese violento, ribelle e disperato.

(Jérémy Caire - Zacinto.net)
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categorie: recensioni, italia criminale
lunedì, 03 settembre 2007

Italia criminale: "L'enorme pregio di Armati è quello di non annoiare mai"

Italia criminale Cristiano Armati (già recensito nel primo numero di "Zaf!" con la sua raccolta di racconti “La mattina dopo. Cani, puttane e altre periferie”) ritorna con una nuova “fatica”, totalmente differente, ma indubbiamente interessante.
“Italia Criminale” è, innanzi tutto, un documento storico: in oltre trecento pagine Armati racconta, romanzandole, le storie dei principali protagonisti “dell’Italia Violenta”. Non più racconti dalle periferie, ma storie di rapine, di criminali, di omicidi, di onore, di soldi e di successo. Cristiano Armati ripercorre la storia del ‘900 raccontando i protagonisti più scomodi di questa: dal bandito Giuliano a Luciano Lutring....da Renato Vallanzasca fino a quello che lui definisce “l’ultimo bandito”, protagonista di un epilogo breve ma elettrizzante, Luciano Liboni detto il “lupo”.
Questo libro non è una celebrazione della mala vita italiana, è semplicemente il racconto (come scritto nel sottotitolo di copertina) di “personaggi, fatti e avvenimenti di un’Italia Violenta”. L’enorme pregio di Armati è, però, quello di non annoiare mai, grazie al suo stile accattivante e incalzante. La spigolosità quasi irriverente del prologo e dell’epilogo di questo libro, sono gli esempi perfetti di quello che è lo stile di questo scrittore romano; oltre che rappresentare il motivo principale per acquistare assolutamente il volume. Armati da dinamismo a storie mai pienamente conosciute...di persone che hanno riempito i titoli dei giornali nazionali in diverse epoche, ma dei quali non si è mai saputo abbastanza...

(Tore - "Zaf" / Officina dell'Informazione)

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categorie: recensioni, italia criminale