venerdì, 17 agosto 2007

La mattina dopo: "Armati sa cosa scrive e sa come scriverlo"

La mattina dopoLa mattina dopo: dodici racconti di, come recita l’appropriato sottotitolo, “cani, puttane e altre periferie”. Altre periferie, innanzitutto, perché Armati, ventinovenne romano già scrittore di Location Zero e di innumerevoli articoli e reportage, parte da Roma (“La leggenda di Anagnina”, con il nome della zona/fermata della metropolitana che dà i natali a una bambina di volta in volta guaritrice di poliziotti, contorsionista, puttana, ballerina, forse santa) per approdare, di racconto in racconto, a Napoli, a Manchester, a Parigi, da qualche parte in Africa o in Sudamerica o altrove ancora.
Dodici racconti di suburra, orditi con il sangue e il sudore, lo sperma e lo sporco, dodici racconti di inferni di realtà e paradisi che sulla Terra non ci sono ma che da qualche parte o in qualche altra dimensione potrebbero pure esserci.
Racconti su uomini-animali (“Cammillo o’lupe”), di bambine ragazze donne sfruttate e violentate, di bambini che, non sapendo cosa essere nella vita, diventano parassiti di oltraggi modaioli senza rendersene conto, veri e propri virus (il titolo è “Bambini virus”, forse il racconto più bello e autentico – autenticamente romano e autenticamente giovanilistico se non altro - della piccola raccolta), racconti e racconti…
Armati sa cosa scrivere e come scriverlo, a volte si lascia prendere un po’ dall’enfasi, alla Bukowski (è il caso de La maturità, mi pare), ma poi sa anche tornare nei suoi ranghi, onesto e affidabile, lineare come un vero reporter del quotidiano periferico, cantore di una marginalità fricchettona e inutile (e a volte consapevole di questo a volte no), fautore di un’ambiguità che qua e là può lasciare sbigottiti (della serie, Armati ci è o ci fa?, osserva o giudica?); in generale, tuttavia, è bravo a cogliere (e, in primis, dunque, a osservare) sussulti di poesia, barlumi aperti di luce (non si dice di speranza ché sarebbe troppo), sa tenere il ritmo della sintesi e della narrazione più ampia, in fondo non dice nulla di originale ma dice, e dice bene, qualcosa di vero, di “è qui sotto i nostri occhi tutti i giorni”, che eppure ci coglie quasi impreparati, storditi, impauriti. E’ la nostra, questa umanità, giovane o meno giovane (“Bestemmia in forma di rosa” parla della decadenza tutta dell’esperienza senile), che ci appare così squallida, così povera, così mentecatta? Sì, lo è, Armati, non è certo l’unico, un po’ l’ha capito e vuole aprirci gli occhi; ma, per fortuna, con tatto, quasi delicatezza, una dolcezza minimale che non ci saremmo aspettati.


(Roberto Donati - Centraldocinema.it)

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categorie: recensioni, la mattina dopo
giovedì, 05 luglio 2007

La mattina dopo: sveglia, la realtà vi aspetta

La mattina dopoUna puttana che porta il nome dell'ultima fermata della metropolitana di Roma e diventa leggenda per i pendolari; gruppi di ragazzini schizzati che si muovono tra centri commerciali e discoteche; un fattorino ex-tossico prigioniero del suo furgone nel traffico della città e insidiato da un bisogno mai placato; tifosi inglesi e italiani in un pub di Manchester ricordano Conti e Falcao; mentre a Parigi, nel quartiere di Belleville, gli avventori di un caffè snocciolano il rosario delle glorie del calcio nazionale, per lo più magrebini….

La mattina dopo: Sveglia, la realtà vi aspetta

Inutile cercare ambiguità, come nella pornografia e nella pubblicità, così nei bambini virus: quello che si mostra è quello che si mostra e basta.

Davvero duro svegliarsi la mattina in quel non luogo desolato che è la periferia, di Roma, di Manchester o di Parigi poco importa. La mattina dopo di Cristiano Armati raccoglie dodici racconti che evocano una realtà urbana talmente irrazionale e feroce da sembrare irreale. Ma vera ne è l'essenza: appartengono a una dimensione quasi iperreale i protagonisti dei racconti - puttane, papponi, ragazzini con le teste rasate - che consumano le loro vite nei centri commerciali, nelle stazioni della metro o negli ipermercati. Appartengono a una realtà senza più centro, né spaziale né esistenziale. Gli scenari delle loro esistenze sono i luoghi di sosta del moto perpetuo metropolitano, luoghi con i quali i personaggi stabiliscono relazioni inscindibili, condividendone l'essenza al punto da prenderne il nome: come la prostituta Anagnina, figlia di nessuno chiamata come l'omonima fermata della metropolitana nella periferia sud di Roma, di cui diventa lo speciale genius loci per poi sublimarsi nella leggenda metropolitana di una santa puttana capace di guarire gli uomini dal dolore della mediocrità (La leggenda di Anagnina). Nel tran-tran quotidiano delle prostitute di colore la latrina della stazione dei treni è il luogo della trasmutazione, del cambio degli abiti e dell'identità (AAA). E nel cesso della stazione si consuma l'ultimo atto di chi non ce l'ha fatta (Assegno di maternità), come l'ex-tossico Carlo schiacciato da una vita di pacchi da consegnare in tempo, rate da pagare e senso di responsabilità da dimostrare. Sono i luoghi del consumo, i centri commerciali, i super magazzini o le discoteche i luoghi privilegiati della messa in scena dell'essere sociale: è nei pressi dei centri commerciali che bivaccano per ore, calandosi le pasticche seduti sul motorino, adolescenti più o meno cresciuti sempre sul punto di trasformarsi in branco incontrollato e diventare violenti (Bambini virus). Ed è nei grandi magazzini oltre il raccordo anulare che le giovani coppie come Katia e Simone (Camere da letto) si regalano il sogno di una camera da letto "in stile" acquistabile in comode rate. La narrazione è cruda fino alla brutalità, ed evita la caduta negli stereotipi grazie alla capacità di rappresentare in una prospettiva sghemba le nostre visioni quotidiane.

(Paola Dell'armi - Lettera.com)

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categorie: recensioni, la mattina dopo
venerdì, 22 giugno 2007

La mattina dopo. Storie dirette, sincere, senza mediazione...

Rumore157[…] Tante piccole storie capace di ritagliarsi un posticino nel fatiscente monolocale della giovane narrativa italiana (…). Storie dirette, sincere, senza mediazione, quelle del neo pasoliniano Cristiano Armati che, in La mattina dopo, aiutato dalle scorbutiche illustrazioni pop di Daria Albanese Ginammi, passa dalla verosimile novella di un bambino lupo morto nell’indifferenza generale (Cammillo O’Lupe) alla parabola dell’ex scoppiato che investe la sussistenza familiare negli ultimi due grammi di eroina (Assegno di maternità, apprezzabile anche per l’omaggio nemmeno troppo velato alla diaframmiana Manca l’acqua). Tra vecchi che tirano le cuoia in ospedale mentre c’è già chi sta lucrando sul loro funerale (Bestemmia in forma di rosa) e papponi cinefili che non disdegnano di servire personalmente clienti particolari (Jonny il pappone buono), si muovono poi i Bambini Virus avvezzi allo stupro di gruppo nei cessi delle discoteche.

(Manuel Graziani - Rumore n. 157)


 

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categorie: recensioni, rassegna stampa, la mattina dopo
giovedì, 14 giugno 2007

La mattina dopo: "racconti che riesci a sentirti vivere sotto la pelle"

La mattina dopoUn piccolo libro di racconti, La mattina dopo; racconti che riesci a sentirti vivere sotto pelle. Storie astruse di una periferia comune in mille angoli del mondo: leggende, novelle, scontri e degrado. Cristiano Armati, scrittore romano già collaboratore con numerose riviste, mette su foglio storie vissute e assurde nella loro essenzialità. Le recita con estrema crudezza, rendendo incredulo il lettore, riuscendo quasi a scioccarlo con intermezzi di dialetto e termini audaci. Disegna immagini che appaiono come ombre nel buio di un vicolo della suburbia romana, abbinandole alle illustrazioni a carboncino di Daria Albanese Ginammi. Le storie dei bambini virus che “urlano, ballano, cercano il fumo” in piazza, provocano un albanese che poi li pesta... di Pamela, splendida ragazza ghanese costretta a dividere le sue nottate tra i cessi della stazione, i tossici e i cigli di una strada...oppure di Carlo che, nonostante un lavoro e “la testa a posto”, alla fine cede al prurito della vena, e lascia una vita di delusioni e mediocrità... Un libretto breve, pubblicato dalla Bamako Edizioni, che si divora velocemente... una sorta di piccolo “Acid House” di Irvine Welsh, trasferito da Edimburgo a Roma. Sicuramente, una piacevole scoperta.

Officinadellinformazione




(Tore - Officine dell'informazione)
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categorie: recensioni, la mattina dopo

La mattina dopo: "attenzione, questo libro è consigliato anche a chi è abituato a leggere solo i booklet dei ciddì"

Bambini virusLa metropoli, a polmoni aperti, tutti i buchi sudati e stuprati di un'idra malata, sudore di rota, miseri tentativi di riscatto, cadute verticali a peso morto. L’umanità ai margini in bilico con l’oblio, lo sporco delle viscere avvelenate, tutto il vuoto dell’inesistenza dei rapporti; si legge in un attimo quest’agile libretto, scrittura brillante ed intelligente, per niente pretenziosa e sfornata da chi sembra ben conoscere quel che scrive, chissà se Armati sguazza o è risalito da uno dei tanti scenari che descrive con tanta disinvoltura.

 Viene voglia di ripetere le abili gesta di Nerone e volgere le stesse attenzioni a tutte le altre metropoli della terra, non per un'avversione ai personaggi di cui parla Cristiano, ma per radere al suolo le condizioni che solo una città può creare con i conseguenti despedrados e reietti. Ma non solo di smog ed eroina leggiamo nel suo libro; tra gli ultimi racconti ci spostiamo fuori città e vediamo ricrearsi i medesimi meccanismi di emarginazione: allora forse le attenzioni di cui parlavamo prima dovremmo rivolgerle al genere umano tutto.

Anche se in uno dei racconti vediamo in azione dei sacri primordiali istinti animali che l’uomo da sempre rinnega, “Cammillo o’ lupe”, protagonista della storia, resta il personaggio più affascinante del libro e non a caso anche il più inavvicinabile. Efficacissime le illustrazioni di Daria Albanese Ginammi che grazie ad una grassa e nervosa grafite fanno da ricco complemento ai racconti. Non da meno la copertina di Diavù (David Vecchiato) che cura l’ “art” di Bamako edizioni.  Un bel libro insomma da una nuova piccola casa editrice battagliera; inutile ricordarvi che sarebbe il caso di sostenerli, posto che la reperibilità di questi libri sia buona (ma comunque c’è sempre il sito per contattarli). Ora vado a farmi una doccia, l’acre sudore metropolitano mi sta scarnificando…



(Sbrock - Lamette.it)

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La mattina dopo. Cani, puttane e altre periferie

lamattinadopo


Ci sono storie che a sentirle raccontare sembrano leggende. Parlano di cani, di puttane e di altre periferie: la suburbia romana, le cité parigine, i sobborghi di Manchester, i villaggi nei dintorni di Bamako. Dal cuore dell'Europa ai bordi del deserto del Sahara, La mattina dopo raccoglie racconti di vita vissuta lontana dal centro, incontra personaggi marginali, mette in discussione i pregiudizi che trasformano nel migliore dei mondi possibili quello squarcio limitato di esistenza che è il posto dove abitiamo.



La mattina dopo. Cani, puttane e altre periferie
di Cristiano Armati
Coniglio Editore
96 pp. - 5,90 euro

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categorie: la mattina dopo, a libri scritti