I libri, i reading, le poesie e gli articoli di (e su) Cristiano Armati
Si conosce l’arredo, squallido, del suo negozio, dove quello che attira l’attenzione è un’imponente sedia al centro della sala; sedia su cui ogni tanto i suoi clienti spariscono. Questo dipende da cosa i clienti, secondo un’attenta valutazione di Sweeney Todd, potevano offrirgli: se solo il penny della rasatura era ritenuto unica fonte di guadagno, o se il cliente poteva offrire altro. In questo ultimo caso, si classificano fili di perle, gioielli o denaro, ma anche abiti raffinati, oggetti che, se Todd stimava avidamente, potevano far "capovolere". Proprio a causa di una scomparsa collana di perle, si acutizzano i sospetti di molti, tra cui una fidanzata disperata, nonché destinataria delle perle, amici fidati e anche la polizia. Questi iniziano a indagare proprio dove i loro cari sono stati visti l’ultima volta; quindi iniziano a sorvegliare la losca e tenebrosa natura malvagia di Todd. Un essere malato, folle, che uccide per arricchirsi.
È difficile stabilire quante persone non sono più uscite dal suo negozio, ma il numero stimato da periti di allora fa rabbrividire, circa centosessanta. Certo è che Todd ha meticolosamente elaborato un piano per tutto; suoi complici involontari, i sotterranei di Londra che attraversavano lo scantinato della sua bottega. Attraverso il labirinto del sottosuolo, il barbiere occulta, mischiando le ossa dei suoi ex clienti con quelli delle cripte della Chiesa di St Dunstan. Per quanto riguarda la carne, il racconto crea un lampo di stupore, ma soprattutto perplessità: insomma voglia di non voler credere e nemmeno voler capire il motivo della bontà delle meat pies, cioè dei pasticci di carne della signora Lovett. Seppur incredibile, il libro offre lo spazio anche a una storia d’amore, che ha come protagonisti la dolce e temeraria Johanna, la destinataria del filo di perle che Todd cerca disperatamente di vendere, promessa sposa di un marinaio di cui, apparentemente, non si consoce la sorte.
Di per sé, questo libro, non è un’appassionante o scioccante storia horror. Classificato come romanzo gotico di epoca vittoriana, la vicenda viene narrata a metà strada tra la cronaca e la narrazione popolare, distaccata, cinica e sarcastica, come se fosse il racconto di un cantastorie. Certo non è una favola da teatro dei burattini, le vicende che si narrano sono da spietata cronaca nera. La parte più interessante e curiosa del libro è la postfazione di Cristiano Armati, curatore del libro, in cui si narra, in breve, la vita di Todd, basata sulle ricerche effettuate dal giornalista inglese Peter Haining e raccolte in Sweeney Todd. The real story of the demon barber of Fleet Street. Quello che si legge in Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street è la versione racchiusa in un unico romanzo di una serie di racconti pubblicati, per “merito” dell’editore Edward Lloyd, sulla rivista The People’s Periodical and Family Library tra il novembre 1846 e il marzo 1847, sotto il titolo di The String of Pearls: A Romance. La scrittura è lineare, priva di colpi di scena, che pagina dopo pagina si attendono, invano, sempre di più, forse per la pubblicità suscitata dalle critiche dell’attesissimo film in uscita. Si arriva alla conclusione che il testo in inglese di questo romanzo sia stato “spolverato” e tradotto in conseguenza del film del regista Tim Burton che ha come protagonista l’oscuro Sweeney Todd, interpretato da Johnny Deep.
Direttamente da Close-Up.it, la rivista di cinema, teatro e musica diretta da Giovanni Spagnoletti, il pdf di un interessante articolo dedicato a Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street contenenti diversi spunti per approfondire le differenti versioni cinematografiche dedicate al primo mass murder della storia contemporanea nonché eroe indiscusso della letteratura vittoriana.
Per i fan di Tim Burton e Johnny Deep il conto alla rovescia è già cominciato da un pezzo. Ora però ci siamo. Venerdì 22 febbraio il musical dedicato a Sweeney Todd irromperà nelle sale italiane e chissà, magari dividerà gli spettatori tra decisi sostenitori dell'ultima fatica cinematografica di Burton e appassionati fan del romanzo che ha generato tutte le storie dedicate al rasoio più micidiale della Londra vittoriana. Come per decine di altri film ispirati a personaggi letterari, la domanda diventa: il regista ha trattato con fedeltà la versione originale?
E poi, a quale mezzo si può concedere la palma della bellezza? Alla carta su cui è stampato il romanzo o alla pellicola su cui è stato girato il film?
Il primo capitolo di Sweeney Todd
Hollywood Party: una scommessa quotidiana per trasmettere il cinema alla radio. Anticipazioni, interviste, notizie dal set, dirette dai festival nazionali e internazionali, ma anche memoria e storia della cinematografia italiana e straniera. Nella puntata di domenica 17 febbraio la storia che andrà in onda è quella di Sweeney Todd con Cristiano Armati ospite in studio per parlare della leggenda e della realtà del sanguinario barbiere di Fleet Street. Dalle 19, in diretta sulle frequenze di RADIO3
Tempi Dispari, è il primo news show nel panorama mediatico italiano. Tra gli ospiti della puntata in onda martedì 12 febbraio, ci sono Cristiano Armati e Sweeney Todd, decisi a raccontare in diretta l'oscura storia del diabolico barbiere di Fleet Street e dei suoi omicidi risolti e irrisolti.
Il romanzo di Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street continua a salire nelle classifiche dei libri più venduti in Italia. Secondo il servizio-statistiche fornito da Arianna, Sweeney occupa l'ottava posizione nella classifica dei tascabili e la sessantacinquesima nella classifica assoluta. Ancora più lusinghiero il risultato nella catena delle librerie Fnac. Qui Sweeney Todd risulta essere il libro più venduto in assoluto. E ancorato al primo posto della classifica, il vecchio Sweeney dà la birre (e la meat pie!), ai più celebri fabbricatori di best seller come Fabio Volo (terzo) e Federico Moccia (decimo).
Una bocca enorme, mani grandissime e, ribelle al suo stesso mestiere, una capigliatura cosi folta da renderlo più simile a un cespuglio che a una persona. Questi sono gli attributi che gli anonimi autori di The String of Pearls or A Sailor's Gift ora tradotto per la prima volta in italiano dalla Newton Compton e in uscita il 24 gennaio con il titolo di Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street - hanno pensato di collegare alla figura del primo serial killer della contemporaneità. Un'immagine diversa da quella assicurata dal volto di Johnny Deep nell'ultimo film
Perché Sweeney pensa di arrotondare le sue entrate derubando gli avventori grazie a una poltrona da barbiere assolutamente speciale. Un meccanismo segreto, infatti, consente all'assassino di reclinare la sedia che, girando su se stessa, precipita le sue vittime contro il pavimento dello scantinato, causando ai malcapitati la rottura dell'osso del collo. Mentre il barbiere monetizza qualunque oggetto, resta il problema di trovare il modo di sbarazzarsi dei loro corpi. Ed è qui che entra in scena la signora Lovett, titolare di un negozio di meat pie: pasticci di carne avvolti da soffice pastafrolla.
Sweeney Todd, insieme alla sua complice, sarà condannato a morte nel 1802, ma l'eco delle sue imprese, mezzo secolo dopo, diventa la base su cui costruire un successo editoriale senza precedenti, uno dei tanti firmati dall'editore Edward Lloyd, l'inventore dei famosissimi Penny Dreadful, libretti dalla ? qualità scarsa e dal prezzo irrisorio ma dai contenuti capaci di affascinare impressionanti masse di lettori. Dopo aver cominciato l'attività gestendo un chiosco di giornali, Lloyd ha allargato le dimensioni della sua impresa trasferendosi in grandi uffici dove hanno cominciato a gravitare i membri di quella che, prendendo spunto dall'indirizzo della casa editrice, ha finito con l'essere ribattezzata la Salisbury Square School of Fiction. Tra i più autorevoli esponenti della «scuola» di Lloyd (cui, collettivamente, può essere attribuita la redazione di Sweeney Todd), una menzione speciale va a Thomas Prest e a James Rymer: scrittori che, senza entrare nella storia della letteratura, misero il loro talento al servizio del barbiere assassino ribaltando i canoni della narrativa gotica. Con Sweeney Todd, non a caso, la parte del protagonista non è più affidata a un mostro come il Dracula di Stoker, il Mr.Hyde di Stevenson o il Frankenstein di Shelley, ma a un uomo «normale», un assassino moderno che uccide soltanto per godersi il privilegio del denaro.
Più che nel film di Burton, in buona sostanza, si nasconde qui la vera vendetta del barbiere di Fleet Street: smascherare le ipocrisie della società vittoriana facendosi metafora di una rivoluzione industriale che, dopo aver trasformato le persone in merce, non ha più nessun'altra alternativa se non quella di divorare se stessa. Dall'avvento della macchina a vapore in poi, in effetti, tutto può essere prodotto in serie, commercializzato e magari fatto a pezzi. Proprio come faceva Sweeney Todd, quando smembrava con il rasoio i corpi delle vittime e li dava alla signora Lovett per preparare le sue insuperabili meatpie.
Il venerdì è giorno di statistiche. E a pochi giorni dall'uscita del romanzo Sweeney Todd. Il diabolico barbiere di Fleet Street, questo classico della letteratura vittoriana si affaccia nelle librerie italiane conquistando il 21° posto nella durissima classifica dedicata ai tascabili.
Venerdì 25 gennaio, alle 17, Cristiano Armati sarà ospite di Nicola Roumeliotis e Jonny Palomba, i conduttori di "Zero in condotta", contenitore di musica e cultura trasmesso da Radio Fandango. Tema della puntata, "Sweeney Todd. Il demoniaco barbiere di Fleet Street", leggenda metropolitana o storia vera?